INTERVISTA ALL’ARTISTA – CLAUDIA TARABELLA

di Francesca Anese

Claudia Tarabella, in arte Zazu, è un’artista toscana di adozione bolognese. Laureata in Grafica, si sta specializzando in Linguaggi del fumetto e ha realizzato per La Falla le illustrazioni della home page del sito internet e quelle della rubrica Il bugiardino. Le potete trovare su www.lafalla.cassero.it

Quali sono i vantaggi di utilizzare la tecnica del fumetto per risignificare un quadro in chiave Pride?

Il linguaggio del fumetto è molto diretto e accessibile a un vasto pubblico. È stato ben decifrato in numerose applicazioni e questo lo rende di maggiore impatto. Inoltre l’idea di disegnare in questo stile proprio il poster del Pride di Bologna riesce a mettere insieme due emblemi della città: l’importanza delle rivoluzioni LGBT+ e la sua florida tradizione fumettistica.

Il Pride di quest’anno mette al centro i corpi. Qual è la loro importanza nella tua arte?

Tramite il corpo ci si esprime: l’arte è inscindibile dal corpo ed è da lì che trae origine. Il corpo è lo strumento primario che abbiamo per comunicare con gli altri, è il collegamento che ci consente la creatività e il dialogo col mondo.

Il significato di questa rivisitazione della Libertà che guida il popolo punta l’attenzione sull’autodeterminazione e la rivoluzione attiva. Cos’è per te l’attivismo?

Attivismo significa essere tra la gente. Comunicare i propri ideali attraverso un contatto diretto con le persone. Questo quadro è particolarmente appropriato: anche chi non lo conosce può comprendere il messaggio attraverso la potenza delle figure.

Vuoi dirci qualcosa della tua collaborazione con Amianto Comics?

Mi piace cogliere ogni occasione di collaborazione perché sono estremamente  curiosa. Mi guida l’entusiasmo e mi piace cercare contatti con persone diverse per poter dare il mio contributo conoscendo realtà nuove. È così che sono venuta in contatto con La Falla.

Nella tua biografia online è scritto che ti piace suonare il piano nelle notti di eclissi solare. Cosa significa?

Che sono indubbiamente un tipo particolare, non perché debba dimostrare qualcosa ostentando uno spirito bizzarro, ma perché amo i contrasti. Credo molto nel potere delle differenze e su di esse baso il mio lavoro. Vedo sempre delle connessioni: contrasto non significa conflitto negativo, anche solo da due colori totalmente distinti come bianco e nero può venir fuori un mondo inaspettato. Cerco nel contrasto un confronto e nel confronto una storia.

Mi è giunta voce che hai una passione per le creature fantastiche e un po’ eccentriche: ti piacciono gli unicorni , le creature mitologiche e… Moira Orfei?

Quello su Moira Orfei fu uno dei miei primi lavori in Accademia. Sono cresciuta nell’ambiente dello spettacolo, circondata dalle compagnie circensi; ho conosciuto molti artisti di strada, drag queen, prestigiatori e ho fatto anch’io qualche numero da piccola. Forse anche per questo apprezzo molto come viene vissuto lo spettacolo dalla comunità LGBT+.

Visto che ti affascinano prospettive così fantasiose e particolari, proietti il tuo gusto per le cose un po’ stravaganti anche a letto?

In effetti amo sperimentare. Ovviamente dipende dalla persona che mi trovo di fronte, però sono molto imprevedibile.

pubblicato sul numero 36 della Falla – giugno 2018

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