Come sportello Giuridico del Cassero abbiamo ottenuto un grande risultato, conseguito a favore di un membro della nostra comunità vittima di un’aggressione discriminatoria a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, avvenuta nell’estate 2024. Grazie al lavoro dello sportello Giuridico, per cui ho seguito il caso, al contributo di Spazio Cassero, Collettivo Koll.era, e di tuttә coloro che hanno lottato insieme a noi è stata ottenuta una sentenza rarissima in Italia. Il provvedimento ha il pregio di vedere riconosciuta l’aggravante per finalità di discriminazione o odio legati all’orientamento sessuale o all’identità di genere in un caso di lesioni aggravate a un organo di senso. Ci sono stati solo altri due o tre casi simili in Italia, e la rarità della sentenza è data dal fatto che il nostro ordinamento non prevede la norma per questa aggravante.
Al fine di farla riconoscere fin da subito, la nostra avvocata ha chiesto il riconoscimento dell’aggravante proponendo un’interpretazione estensiva dell’articolo 604 ter codice penale, ovvero l’applicazione della norma che disciplina l’aggravante per discriminazioni di altra natura (razziale, religiosa ecc) anche per quella per orientamento sessuale.
La Giudice ha riconosciuto questa interpretazione e ha aumentato la pena dell’imputato che, con riduzione del rito abbreviato, è arrivata a 3 anni e 10 mesi di reclusione. Una decisione che solca un segno da un punto di vista culturale e giuridico.

L’aggressione, verificatasi la notte tra il 10 e l’11 agosto 2024, non è stata casuale, ma specificatamente diretta verso la vittima in quanto gay. Tutto è partito da una provocazione da parte di due ragazzi, che iniziarono dicendogli: “Sai che siamo anche noi gay? Ricchione di merda!”. Non contenti della sua mancata reazione i due hanno dato il via ad un’aggressione brutale che ha causato una lesione un occhio alla persona offesa e, soprattutto, gli hanno provocato un forte timore a uscire di casa.
Nella tragedia c’è però stato un aiuto provvidenziale: grazie all’intervento salvifico di un concittadino della vittima si è potuto evitare il peggio. La furia con la quale i due (un ragazzo e una ragazza) si sono scagliati contro la persona offesa è infatti stata immane, cieca, mirata rispetto a una persona considerata debole.
Neanche 24 ore dopo il collettivo Koll.era ha inviato un comunicato stampa che ha fatto il giro di tutta Italia, riportando la notizia dell’aggressione e facendola arrivare anche a noi. Parlare del caso in questa forma ha dato un’eco incredibile al fatto, ma soprattutto ha fotografato un paese che si era riunito per fare giustizia contro questi fenomeni.
Infatti la sera successiva all’aggressione è stato organizzato un sit-in al quale l’intera cittadinanza di San Giovanni Rotondo è accorsa, stringendosi intorno alla vittima dell’aggressione, e soprattutto facendo emergere innumerevoli testimonianze di altre persone che erano state ugualmente colpite dai due assalitori, togliendo insieme un velo di paura.
Costruire queste alleanze tra associazioni ha portato giustizia e soprattutto speranza a tutti quelli che possono trovarsi in queste condizioni, e a porre un freno al ripetersi di questi episodi anche quando vi sono ostacoli giuridici e istituzionali che seguono alle denunce.
Creiamo uno scudo arcobaleno per tuttә: parte da noi!
Perseguitaci