EDITORIALE #6

di Vincenzo Branà

Bando ai bandi: se bastasse un gioco di parole a scuotere la politica cittadina non esiteremmo a riprodurlo in scala San Petronio. E non lo faremmo certo per evitarci una conversazione scomoda, semmai per alleviare a questa città la pena di una discussione minuscola, che rincorre nei cavilli dei regolamenti la giustificazione di quella che è evidentemente l’ennesima caccia alle streghe. Un furore che non si è mai estinto ma che anzi lungo tutta la storia ha periodicamente trovato stagioni di intenso rinvigorimento.

La Salara, sede del Cassero LGBTI center

Già quando a Bologna al grido di “legalità!” si sgombravano con le ruspe le baracche di chi, non potendo permettersi altro, condivideva il lungofiume con i ratti, abbiamo cominciato a sospettare che in quello sventolare la norma per motivare l’abuso ci fosse un paradosso che avrebbe fatto molta strada e altrettanti danni. Sicuramente l’illegalità, quella seria dei corrotti, dei mafiosi e delle truffe, non l’hanno portata via le ruspe, anzi pare goda di ottima salute, mentre lo slogan ancora imperversa, gettando il solito fumo negli occhi.

E così in questi anni di ringalluzzimento dei fanatici della pira, ci viene spiegato che sarebbe per una questione di “legalità” che la sede del Cassero, la Salara, dovrebbe essere messa a bando. Come se Zangheri avesse commesso un reato ad assegnare una sede alle persone LGBT+, e con lui tutti i sindaci, di destra e di sinistra, che negli anni hanno rinnovato quella convenzione. E oltretutto come se il Cassero fosse l’unica realtà affidataria per assegnazione diretta di uno spazio e non una delle centinaia in città, come invece appare evidente scorrendo l’elenco delle libere forme associative.

Il Cassero di Porta Saragozza. 28 giugno 1982.

Per questo, senza perdere il sorriso ma nemmeno la caparbietà, diciamo: bando ai bandi. E anziché parlare di palazzi in questa rincorsa verso l’estate preferiamo parlare di strade e di piazze. perché giugno è il mese dell’orgoglio, quello in cui programmiamo ogni anno la nostra rivoluzione. C’è sempre qualcuno (o qualcuna) che per noi tiene pronto il fiammifero e a quel qualcuno (o alla qualcuna) noi rispondiamo col Pride.

pubblicato sul numero 6 della Falla – giugno 2015

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