EDITORIALE #58

di Giuseppe Seminario

Si è tanto dibattuto in queste settimane del referendum costituzionale che ha chiesto alle persone che hanno diritto di voto in Italia – che non necessariamente coincidono con chi in Italia chiede rappresentanza – di esprimersi sul taglio de* parlamentari. 

Una riforma appoggiata dalla quasi totalità della compagine partitica, sull’onda dell’ottimizzazione dei costi della politica rappresentativa, che in Italia pare essere il più grande problema, ancor prima delle mafie e dell’evasione fiscale, al pari dei flussi migratori. 

La consultazione popolare ha decretato la vittoria schiacciante del sì.

Sono stati gli stessi giorni in cui si sono succeduti due fatti di cronaca nera che hanno scosso l’opinione pubblica: l’omicidio di Willy Monteiro per mano di un manipolo di uomini violenti e quello di Maria Paola Gaglione, uccisa dal fratello. Due delitti che hanno in comune la matrice discriminatoria legata nel primo caso al colore della pelle e alle origini, nel secondo caso alla relazione che la vittima aveva con Ciro, ragazzo trans*. 

Razzismo, transfobia, misoginia; l’odio verso le persone che non rientrano nella norma etero-colonialista-patriarcale è il minimo comun denominatore di questi due efferati omicidi, il loro movente.

Tra poche settimane inizierà la discussione parlamentare sulla legge contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia, che ha l’obiettivo di introdurre tra le aggravanti della legge Mancino-Reale quelle legate all’identità sessuale.

Nessuno di questi tre eventi è slegato, anzi, ci troviamo di fronte a un fulgido esempio di intersezionalità delle lotte e di necessità di rappresentanza: se abbiamo ridotto le persone che siedono in Parlamento e che sono chiamate a rappresentarci, quante probabilità ci sono che persone come Willy, Maria Paola e Ciro in futuro vengano rappresentate e tutelate? Quanto ancora dovremo essere bersaglio di soprusi, ingiustizie e violenze prima che il sistema democratico dia realmente voce a chi vive in questo Paese?

Pubblicato sul numero 58 della Falla, ottobre 2020

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