di Isabella Banchini
I vaccini contro il Papillomavirus umano (HPV) rappresentano uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione delle neoplasie HPV correlate. Le evidenze scientifiche dimostrano che la loro efficacia è massima quando la vaccinazione viene effettuata prima dell’esposizione al virus, con percentuali superiori al 95% nelle donne HPV naïve. Questo sottolinea l’importanza della somministrazione in età precoce, idealmente prima dell’inizio dell’attività sessuale. In Italia, la vaccinazione contro l’HPV viene offerta gratuitamente e attivamente alle ragazze nel dodicesimo anno di vita dal 2008 e, dal 2018, è stata estesa anche ai ragazzi.
Poche settimane fa, nell’aprile 2026, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato un nuovo rapporto sui programmi di vaccinazione contro l’HPV nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, offrendo un quadro attuale dei progressi e delle criticità nella prevenzione
Nel report ECDC l’Italia emerge come un Paese in cui la vaccinazione HPV resta particolarmente importante perché non ha ancora raggiunto i livelli dei migliori performer europei: nel 2024 rientra nel gruppo di Paesi con copertura tra il 50% e il 69% per la seconda dose entro i 15 anni, mentre solo Islanda, Norvegia e Portogallo hanno raggiunto il target del 90% per questo indicatore.
Se si considera la seconda dose nelle ragazze di 15 anni, nel 2024 in Italia è attestata al 55%. Fanno peggio diversi Paesi europei: la Lettonia con il 54%, la Croazia con il 53%, la Francia con il 45% e, fanalino di coda, la Bulgaria al 3%.
Il punto critico è che l’Italia non è solo sotto target, ma mostra anche segnali di stasi o lieve peggioramento nel periodo 2022-2024, cosa che la distingue dai Paesi più virtuosi che mantengono coperture costantemente alte.
Inoltre, nel 2024 l’Italia è tra i Paesi con un drop-out superiore al 10% sia nelle ragazze sia nei ragazzi, cioè una quota non trascurabile di giovani che inizia il ciclo ma non lo completa.
Questo rende la vaccinazione HPV, di cui si parla ancora troppo poco nel nostro Paese, una priorità di sanità pubblica ancora più netta rispetto ad altri contesti europei, perché il report sottolinea che una copertura alta e stabile è un passaggio chiave verso l’eliminazione del carcinoma della cervice, mentre la maggior parte dei Paesi UE/SEE è ancora lontana dall’obiettivo del 90%.
In particolare, una review a cura di vari ricercatori italiani del 2023 sottolinea come la pandemia da COVID-19 abbia probabilmente contribuito a un ulteriore calo dell’adesione vaccinale e a un indebolimento delle attività di prevenzione.
Nel complesso, emerge un quadro in cui l’elevata efficacia dei vaccini HPV non si traduce ancora in un adeguato impatto a livello di popolazione.
Per questo motivo, oggi più che mai è importante investire in informazione, educazione sanitaria e nel recupero delle vaccinazioni, così da ridurre il divario tra ciò che la medicina può offrire e ciò che viene effettivamente raggiunto nella pratica.
Fonti
G. Bogani, A. Ghelardi, F. Sopracordevole, M. Annoni, A. Ciavattini, L. Giannella, R. De Vincenzo, P. Cattani, M. Barbero, P. Vercellini, F. Raspagliesi, P. Bonanni, G. Scambia: “ Human papillomavirus (HPV) vaccination: a call for action in Italy”, International Journal Of Gynecological Cancer, 2023 Jul 3;33(7): pag.1132; 1136-1137
Immagine in evidenza: pexels.com

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