Sabato 30 e domenica 31 maggio Femmfest ha festeggiato cinque anni di r-esistenza in provincia, nella cornice del Centro Sportivo Tazio Nuvolari di Savignano sul Panaro. Diventata APS lo scorso anno, Femmfest nasce nel 2021 come collettiva e festival transfemminista intersezionale, dall’esigenza di estendere le istanze queer e transfemministe anche nei contesti di provincia, più marginali, al confine tra la promessa di inclusione della grande città e la speranza di riuscire finalmente a prendere spazio e parola laddove il dibattito ha sempre faticato a emergere.

Il festival ha compreso due giorni di talk, laboratori, musica, banchetti di autoproduzioni e artigianato, e quest’anno è stato attraversato dall’esposizione artistica Abitare è un verbo instabile a cura di COSMO – Collettivo Sperimentale Modenese, un invito a esplorare, immaginare e raccontare altri modi di abitare margini, corpi, relazioni.
I talk si sono concentrati sulle urgenze e le necessità del presente: ProChoice e Alessandra Pellegrini De Luca hanno riflettuto su diritti riproduttivi, biopolitiche e autodeterminazione. Di modelli relazionali, delle loro deformazioni e delle possibilità di decostruirle hanno parlato Antonia Caruso e Associazione Vanvera, seguite dalla presentazione del progetto di podcast Ti sento realizzato dallә ragazzә dell’IIS Venturi di Modena. Lo sport come spazio e attività escludente è stato decostruito da Marialaura Scatena e Gruppo Trans APS, che hanno immaginato modi di vivere il corpo e il movimento alternativi al binarismo di genere e finalmente inclusivi, mentre Brigata Basaglia, Collettivo Artaud e Giulia De Rocco hanno proposto un confronto collettivo sulle esperienze dell’antipsichiatria contemporanea e sulla costruzione di reti di supporto in risposta alle istituzioni coercitive.
Non sono mancate le presentazioni di libri, come quella di Martina Micciché con il suo ultimo libro Sorellanza, mentre Femminismo e antispecismo, ci ha invitato a ripensare la sorellanza oltre i confini della specie, immaginando spazi politici in cui nessuna vita sia considerata sacrificabile. Il libro Resistenze in Palestina di Federica Stagni ha portato invece al centro la lotta di liberazione e la pluralità irriducibile delle resistenze palestinesi.

La relazione con l’altrə e la cura sono state al centro del laboratorio di autocoscienza di Maschile Plurale sul rapporto con i padri, del percorso simbolico, evocativo e ludico sulle emozioni del Centro Armonico Terapeutico, e dell’esplorazione del ciclo mestruale e delle fasi di vita condotta da Sofia Paravati. La collettiva Aguas Vivas ha invece immaginato e costruito la località “Le Ame”, un abitare collettivo da sperimentare insieme.
Un tanto inatteso quanto emozionante fuori programma è avvenuto domenica sera: stavano per spegnersi le luci su questa edizione di Femmfest quando un gruppetto di bambine che giocava nei dintorni si è unito alla festa, ha chiesto il microfono e ha intonato e ballato APT di ROSÉ e Bruno Mars. Questa istantanea di pura gioia – o Pura Vita come ha cantato sabato sera Letizia Sovieni – ci ha commosso e ancora una volta ricordato che abitare in provincia, essere provincia è un atto politico e che la sorellanza non ha per forza bisogno della grande città per essere già futuro.
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