Il Collettivo di Liberazione Omosessuale “Narciso” nasce a Empoli nel 1980, in una fase in cui il movimento LGBTQIA+ italiano -allora ancora prevalentemente autodefinitosi “gay”- dispone di pochi punti di riferimento nelle città di medie e piccole dimensioni. Pur essendo composto inizialmente da sole tre persone, il collettivo riesce, nell’arco di circa due anni, a sviluppare un insieme articolato di iniziative.

Fin dagli esordi promuove momenti pubblici di confronto sui temi della cultura e dei diritti omosessuali; tra questi, nel 1981, organizza una rassegna cinematografica. Parallelamente si dedica alla produzione e alla diffusione di materiali informativi, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e contrastare i pregiudizi omofobici. Il collettivo è inoltre spesso presente alla Festa de l’Unità di Empoli, contribuendo a portare il dibattito anche in contesti popolari e politici.

Un ruolo centrale è svolto dalla comunicazione: il gruppo realizza una trasmissione radiofonica settimanale, in onda ogni lunedì su Radio Fatamorgana, emittente indipendente nata nell’ottobre 1979, che diventa uno dei principali strumenti di diffusione delle idee e delle attività del Narciso.

In una realtà come Empoli, l’azione del collettivo ha un impatto significativo e suscita un acceso dibattito, in particolare all’interno del PCI locale, allora largamente maggioritario, dove emergono tensioni e divisioni sulla questione dell’omosessualità.

L’esperienza del Narciso si conclude intorno al 1982, ma lascia un segno importante nel tessuto cittadino. Tra i suoi protagonisti vi è Flavio Arditi, figura di riferimento del collettivo e in seguito presidente del circolo locale di Arcigay Empoli, che contribuirà a dare continuità e sviluppo a quell’esperienza.

Negli anni successivi, infatti, il contesto evolve: nel dicembre 1985 nasce ufficialmente Arcigay a livello nazionale e, il 29 novembre 1988, viene costituito anche a Empoli un circolo locale, che raccoglie l’eredità del Narciso. Il nuovo soggetto cresce rapidamente, arrivando nel 1991 ad aprire un consultorio e a svolgere un ruolo attivo nel percorso che porterà, nel 1993, alla proposta del regolamento comunale sulle unioni civili.

Empoli sarà così la prima città toscana ad avere un registro comunale delle unioni civili.