Questo documentario si apre e si chiude con una ripresa dal look vintage di palloni colorati su una spiaggia, nel mezzo la vita di Neirud come sua nipote Fernanda Faya, la regista, riesce a ricostruirla abbattendo i silenzi che la circondavano. Zia Neirud, la supereroina,  Mulher Gorila, il mostro sacro del ring, Sorella Elide, la venditrice di palloni sulla spiaggia: le molte facce della protagonista di questo documentario compaiono una per volta, e si fanno più nitide mano a mano che Fernanda stessa scopre e rimette insieme i vari pezzi del puzzle che ne componevano l’identità.

Questo film è l’opera prima della regista che racconta l’intrecciarsi della sua storia famigliare con la storia del Brasile tra gli anni Cinquanta e Ottanta, e ha ricevuto un premio come Miglior Film e Miglior Montaggio al Festival del cinema internazionale di Curitiba, Olhar de Cinema. Nella pellicola si alternano riprese d’epoca, fotografie private, filmini di famiglia, e le nuove riprese in cui Fernanda e la sua famiglia oggi cercano informazioni sul passato evanescente di Neirud.

Di lei sappiamo che è una donna nera imponente, dalla forza leggendaria, che ha lavorato nel circo con il nome di Mulher Gorila, un nome che già racconta molto degli stereotipi con cui gioca, e che compare una volta l’anno per le festività con la nonna Nely, figlia d’arte circense e sua socia. Anche dopo la morte della nonna, resta una presenza fissa per la famiglia della piccola Fernanda, ma lascia da parte il mondo del circo e delle lotte per ritirarsi nella sua casa al mare, da dove ogni giorno con la sua auto porta palloni colorati sulla spiaggia per venderli. Il mistero che circonda la sua figura la trasforma per la nipote in una supereroina, e dà il via alla ricerca intorno a cui si costruisce il racconto.

Quando muore e i parenti vanno a sistemarne la casa, scoprono che non c’è nulla: nessuna foto, nessun cimelio, niente che racconti il passato di quella donna che era stata una stella del circo in Brasile. La prima fonte di informazioni, il padre della regista, continua a dire di non avere risposte, e allora Fernanda cerca informazioni ovunque, fino a svelare poco a poco la vera relazione di Neirud e Nely e la loro vita nel periodo del circo.

Nel tentativo di ricostruire la vita di una persona, la regista finisce per interrogarsi senza retorica su cosa definisca davvero una famiglia, restituendo valore ai modelli alternativi di famiglia semplicemente con un racconto aperto e onesto, che non omette le relazioni scomode e meno definite. Anche la contestualizzazione della vita di Neirud nel Brasile dagli anni Trenta agli Ottanta permette di vedere il cambiamento nelle possibilità delle donne dalla posizione privilegiata del margine in cui abitavano le circensi, con la loro vita itinerante e un minor grado di sorveglianza sulle relazioni.

Anche l’immagine della nonna esce da questa ricerca moltiplicata come in un caleidoscopio: la figlia d’arte di una famiglia circense in fuga dalle persecuzioni in Europa, l’attrice che aveva una compagnia di teatro e poi un circo proprio, la prima impresaria a portare gli spettacoli di lotta libera tra donne in un Brasile che li vietava per legge, la donna innamorata che fugge con Neirud, la nonna per bene che tiene sempre nascosto il loro legame. Quante identità possono esistere intorno a una sola persona?

Neirud è in programma a Some Prefer Cake sabato 19 settembre alle 16.30, al Nuovo Cinema Nosadella.