
Nel 1984, all’ottava (e ultima) edizione del festival dell’Ambrogino d’oro, Erika Mannelli, 7 anni, si esibì ballando e cantando L’elefante gay, canzone composta appositamente per lei da Gianni Greco, autore televisivo e radiofonico, e che alla fine della gara arrivò quarta.
Lo spettacolo, trasmesso in prima serata su Rai 2, suscitò subito scandalo, da un lato perché nel testo si faceva uso di stereotipi che già allora risultavano beceri e ritriti, e dall’altro perché era stato violato il grave tabù di far parlare minorenni di tematiche LGBTQIA+. Difatti, seppur con una certa ingenuità, lo scopo dell’autore era proprio dimostrare che si poteva parlare di omosessualità coi toni di una fiaba per l’infanzia e che, quindi, non fosse solo un discorso per persone adulte.
La canzone, peraltro, è l’ultima di una trilogia canora a firma di Greco dedicata alla queerness (le altre due sono Tommi e Donna più donna), ma è l’unica ad avere ancora una certa fama, fino a invadere TikTok e Instagram nel 2023, ed essere riproposta da persone dello spettacolo come Platinette e Marca Canaglia, sollevando ad oggi le stesse discussioni di allora.
Illustrazioni: Claudia Tarabella
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