di Valentina Pinza

Era il 16 febbraio del 1992 quando l’Espresso pubblicò un’eccezionale testimonianza della malattia più spaventosa dell’epoca, l’AIDS, vissuta in prima persona da uno dei suoi corrispondenti: era Giovanni Forti e il suo volto, emaciato ma forte e sereno, si stagliava sulla copertina della rivista; un sorriso, forse di sfida, all’angolo della bocca.

Giornalista del Manifesto, di Reporter, e dell’Europeo, Forti passa all’Espresso alla fine degli anni ’80, come inviato a New York.

Nel 1987 scopre di essere sieropositivo e in seguito si lega al giornalista americano Brett Shapiro.

Nel 1991 si uniscono pubblicamente, una benedizione con rito ebraico riformato: l’Espresso pubblica le foto della funzione, scatenando molte polemiche.

Giovanni Forti morirà nell’aprile del 1992, a soli 38 anni.

Nel libro L’intruso, pubblicato da Feltrinelli nel 1994, Shapiro racconterà l’incontro e la relazione con Forti, la vita in Italia, la loro famiglia formata dal figlio biologico di quest’ultimo e il proprio figlio adottivo, e la malattia, l’intruso, appunto, del titolo.

Pubblicato sul numero 54 della Falla, aprile 2020

Immagine realizzata da Riccardo Pittioni