A cura di Isabella Banchini
L’infezione da Papillomavirus umano (HPV) rappresenta una delle principali problematiche di salute pubblica in ambito ginecologico, essendo strettamente associata allo sviluppo del carcinoma cervicale e di altre neoplasie anogenitali. Nonostante ciò, le donne che fanno sesso con donne (WSW o, per essere carinə e coccolosə, WLW!), incluse lesbiche e bisessuali (WSWM), rimangono una popolazione poco studiata negli studi scientifici.
La letteratura disponibile si concentra prevalentemente su aspetti correlati alla salute sessuale, al minority stress e ai comportamenti a rischio, piuttosto che su outcome diretti come la copertura vaccinale o la partecipazione ai programmi di screening.
Uno studio trasversale del 2021, condotto da ricercatori delle Università di Padova e Verona, ha evidenziato che, su quasi 10.000 studenti universitari delle sopracitate città, circa il 5,2% si identificava come minoranza sessuale o di genere. In particolare, le donne bisessuali presentavano una maggiore probabilità di adottare comportamenti a rischio come fumo, consumo frequente di alcol, multipli partner sessuali e uso non regolare di metodi di protezione (fattori che agiscono sia favorendo l’esposizione al virus sia promuovendone la persistenza e la progressione verso forme precancerose e tumorali). Anche le donne lesbiche mostravano una maggiore probabilità di non utilizzare regolarmente barriere protettive.
Questi dati suggeriscono che, sebbene le evidenze dirette su vaccinazione e screening HPV nelle WSW e WSWM siano limitate, esistano numerosi fattori indiretti che possono influenzare il rischio di infezione e l’accesso alla prevenzione. Tra questi, lo stigma interiorizzato, la percezione ridotta del rischio e i comportamenti sessuali rappresentano elementi chiave. Inoltre, la persistente convinzione, sia tra le pazienti sia tra alcuni operatori sanitari, che le donne che hanno rapporti esclusivamente con altre donne siano a basso rischio di infezioni sessualmente trasmesse contribuisce a una minore adesione ai programmi preventivi.
Il punto fondamentale è semplice: il sesso tra donne non è privo di rischio per l’HPV. Secondo il Center for Disease Control and Prevention (CDC), il virus si trasmette attraverso il contatto pelle a pelle, inclusi i rapporti genitali, orali e il contatto genitale-genitale (sì, includiamo il tribbing!) e può, quindi, circolare anche tra donne che hanno rapporti esclusivamente con donne. Studi hanno rilevato la presenza di DNA dell’HPV in una quota significativa di questa popolazione.
Non parliamo, quindi, di un rischio maggiore, ma di una percezione di rischio più bassa del reale, spesso alimentata da scarsa informazione o da stereotipi. Questo può portare a ritardi nello screening, nella vaccinazione e nelle strategie di prevenzione.
Le pratiche di sesso sicuro? Uso di barriere come preservativi sui sex toys, guanti e dental dam, oltre a evitare la condivisione di sex toys non protetti.
Le raccomandazioni sono chiare: vaccinazione HPV nelle fasce d’età indicate e screening cervicale regolare per tuttə, indipendentemente dall’orientamento sessuale.
L’OMS dice che gli uomini trans con cervice rientrano tra le persone che devono avere accesso ai servizi di prevenzione del cancro cervicale. Nel documento sulla prevenzione del cancro cervicale si specifica che donne cisgender, uomini trans, persone non binarie, gender-fluid e intersex nate con apparato riproduttivo femminile necessitano di questi servizi, e che l’assistenza deve essere equa indipendentemente dall’identità di genere.
In questo contesto, anche i dati nazionali sulla copertura vaccinale HPV mostrano margini di miglioramento. In Italia, dove la copertura si attesta su valori intermedi e ancora lontani dagli obiettivi ottimali, questo scenario rende ancora più rilevante l’identificazione di gruppi vulnerabili e la pianificazione di interventi mirati.
Fonti
Marco Fonzo, Silvia Cocchio, Matteo Centomo, Tatjana Baldovin, Alessandra Buja, Silvia Majori, Vincenzo Baldo, and Chiara Bertoncello, “Sexual and Gender Minorities and Risk Behaviours among University Students in Italy” in International Journal of Environmental Research and Public Health 18, no. 21: 11724, 2021, pag 3-9
Health Care for Lesbians and Bisexual Women
Women Who Have Sex with Women (WSW) and Women Who Have Sex with Women and Men (WSWM)
Ministero della Salute – Adolescenti 11-18 anni
Immagine in evidenza: pexels.com

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