Nel mese dell’orgoglio LGBTQIA+ riproponiamo la rubrica “Pride: gioie e dolori dietro le quinte” che raccoglie tutti gli articoli pubblicati l’anno scorso per raccontare alcune delle manifestazioni arcobaleno in giro per l’Italia, dalle grandi città alle realtà di provincia. E infatti da Catania ad Aosta, da Bolzano a Napoli, sono proprio le vive voci di chi ha organizzato i vari pride a svelarci tutti i retroscena, le sfide organizzative, i piccoli e grandi trionfi dell’evento LGBTQIA+ più atteso dell’anno. Qui trovate un breve riassunto di ogni testimonianza, ma vi invitiamo a leggerle tutte… e se poi magari vi viene voglia di raccontarci anche il vostro pride, scriveteci pure!

- Crema Pride: organizzare il pride è un po’ come provare a montare un mobile senza istruzioni, ma con glitter ovunque… questo caos, però, è parte della magia e alla fine ti rendi conto che, nonostante le difficoltà, ne valeva la pena!
- Forlì Pride: un’utopia che diventa realtà e che supera persino le difficoltà del post-alluvione nel 2023, con riunioni e preparativi che si alternano ai turni per spalare il fango… un’esperienza personale, collettiva e politica.
- Sudtirolo Pride (Bolzano): la prima edizione del pride sudtiroloese è stata una festa che ha portato in strada tra le 5 e le 7mila persone, ma anche una lotta intersezionale che ha parlato di antifascismo, confini e ambiente.
- Comacchio Pride: dalla pedalata del 2023 “Lelle in sella” (16 km da Trepponti fino al mare) nasce l’associazione Open Up che organizza il pride con artisti riconosciuti nel mondo LGBTQIA+ e la parata in bicicletta tra i canali.
- Catania Pride: la città siciliana celebra 25 anni dal primo corteo (un evento nazionale legato al World Pride di Roma del 2000) e ci ricorda che non siamo un prodotto, siamo una comunità che deve ancora lottare insieme.
- ValsaPride (Valsamoggia): la terza edizione in provincia di Bologna ha attraversato le strade e occupato le piazze, per ribadire che il rispetto delle differenze e le politiche per l’uguaglianza appartengono alle città come alle periferie.
- Aosta Pride Week: è sempre una scommessa organizzare un pride in provincia, ma fa ancora più rumore e scalpore, ed è importante per creare rete e alleanze all’insegna dei diritti e della visibilità queer.
- Tumulto Pride (Verona): un’esperienza che è stata una scossa, un abbraccio, un atto di audacia e di gioia collettiva, ma anche un percorso difficile che ha portato a un corteo accessibile e inclusivo.
- Belluno Pride: terza edizione per il pride montano, autofinanziato e incentrato sull’accessibilità, tanto che si è deciso di spostarlo a settembre per evitare il gran caldo di luglio, ma per questo si è fatto sotto una pioggia battente…
- Arrevutamm Pride (Napoli): un pride intersezionale, rivoltoso e costruito dal basso, aveva come tema centrale la protesta contro il genocidio in Palestina, perché «le frocie lo sanno da che parte stare»!
Immagini dell’articolo: Margherita Caprilli
Sara Urbani
(she / her) Approdo a Bologna da Udine, passando per Trieste, Saint Andrews, Dublino e Milano. Come redattrice scientifica curo testi scolastici e in pratica da anni vivo letteralmente immersa nei libri. La Wanderlust e una smodata passione per i Balcani mi fanno partire appena posso verso est.
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