Nel 2025 a Roma si è tenuta la manifestazione Atreju, un momento di celebrazione nato nel 1998, promosso e attuato da movimenti e partiti della destra italiana, Fratelli d’Italia in primis; allo stesso tempo sul sito dell’azienda di analisi di dati Palantir, di proprietà del miliardario ultraconservatore Peter Thiel, si legge: «Palantir is an American big data analysis company named after the ‘seeing stones’ of the “Lord of the Rings” with a contrasting image».

All’occhio attento risalta subito l’uso di alcuni nomi, appartenenti a un tipo di letteratura specifica: i casi sopracitati sono infatti solo alcuni esempi di come le moderne destre si stanno appropriando del mondo fantasy. 

Vari leader politici fascisti sembrano identificarsi con queste storie; secondo il giornalista del Financial Times Martin Sandbu si tratta di una sovrapposizione che questi leader attuano tra loro stessi e l’archetipo del protagonista prescelto che combatte contro il male: una retorica che sembra essere perfettamente confezionata per campagne populiste. Inoltre nelle saghe fantasy la moralità è chiara, binaria e semplice, si presentano il bene e il male incarnati molto spesso in razze che sono poi buone o cattive. È semplice allora capire la passione di J. D. Vance per C. S. Lewis, o come Meloni si sia vestita da hobbit, pensando di incarnare il bene, nonostante a Tolkien i nazisti proprio non piacessero.

Questi immaginari riescono però a smuovere qualcosa in persone di ogni appartenenza politica, riescono a far credere che qualcosa di impossibile possa essere realizzato. Cosa può sembrare più impossibile e desiderabile oggi se non la morte del capitalismo? Se il fantasy è stato preso dalle destre per usarlo con scopi populisti, perché non riprenderlo per ricordare che gli imperi malvagi possono cadere? Oggi il fantasy può essere riletto in una chiave politica radicale e di sinistra, con il potenziale di smuovere e attivare le persone. Del resto, la rivoluzione e la ribellione di cui narrano i racconti fantasy sono sempre state azioni radicali di sinistra; quindi perché la sinistra non si riappropria di questo mondo fantastico?

In parte è stato già fatto con alcune proteste, bolognesi e non.

Nel 2019 a Bologna si è vissuto un momento di crisi: il possibile sgombero del centro sociale XM24 . In questo stato di sgomento, non si sa come e non si sa chi ha una brillante idea per una campagna di poster e illustrazioni: il paragone con il classico Fantasy La Storia Infinita.

Da qui vengono riprese frasi e citazioni del libro per dare l’idea della lotta che si prospetta alle persone che scenderanno in piazza per il centro sociale: La storia infinita contro il nulla che avanza. Anche Zerocalcare, con una sua illustrazione mette enfasi su questo paragone, disegnando i personaggi, più significativi del libro pronti a difendere il centro sociale dallo sgombero. Un immaginario potente e che riassume bene l’idea di chi deve lottare eternamente per la sopravvivenza dei propri spazi; uno spunto che porta a chiedersi da che parte si voglia stare in questa battaglia (e anche se, con tutte le illustrazioni che fa per i movimenti italiani, Zerocalcare dorma mai).

Un altro esempio si può trovare nella pagina di Instagram di XR che, durante le lotte continue per non far demolire il Parco del Don Bosco, realizza video umoristici in cui vengono abbinate scene del film de Il signore degli anelli a cose accadute durante la tentata distruzione del parco. È semplice mettere in parallelo la polizia con gli orchi, però, casualmente, funziona. Non sappiamo se questa campagna sia stata particolarmente efficace nel portare la cittadinanza bolognese alla difesa del parco, si può però dire che sia stata una satira pungente, capace di evidenziare le somiglianze fra chi resiste e chi aggredisce.

Un esempio più recente ed internazionale è costituito dalla bandiera dei pirati di One Piece. Alcuni articoli dicono che sia apparsa durante le proteste in Nepal, ma la storia dell’uso di questa bandiera nelle proteste è alquanto misteriosa. Quello che si sa è che quasi un anno fa, nei cortei di tutto il mondo queste bandiere hanno iniziato a spuntare, simbolo della libertà pirata di Monkey D Luffy. e hanno ispirato la Gen Z in Nepal a buttare giù un governo e continuano a motivare lə giovanə in proteste antigovernative.

Il fantasy ci riporta nelle strade, ci dà la possibilità di immaginare un mondo dove le cose vanno diversamente. Quando questo immaginario viene incanalato nelle proteste, è in grado di far accendere la gente, attivata dalla speranza rivoluzionaria che ha letto. Non possiamo lasciare questa forza propellente alle destre, non dobbiamo smettere di immaginare mondi migliori in cui non dover più combattere.

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