BREAKING FAST

di Simone Astarita

Breaking Fast, film scritto e diretto da Mike Mossalam, è una commedia romantica ispirata all’omonimo corto. Il primo giorno di Ramadam, Mo, medico, gay e musulmano praticante, va a una festa e conosce Kal, attore, gay, e americano bianco che ha vissuto l’infanzia in Libano. Incrociatisi una seconda volta all’ospedale, Kal comincia a cucinare l’iftar – il pasto serale con il quale i musulmani interrompono il digiuno – per Mo e a condividerlo con lui ogni giorno.

Nelle sue stesse parole, il film tratta delle identità «religiosa, sessuale, di genere e di altro tipo come lenti armoniose attraverso le quali gli individui interagiscono con il mondo». Ciò si riflette nel protagonista, Mo, che non solo non vive un conflitto tra la sua identità sessuale e la sua religione, ma anzi afferma che l’essere gay lo ha reso un musulmano migliore. In contrasto c’è Sam, suo migliore amico e immigrato dal Libano. Dopo aver vissuto sulla sua pelle l’omolesbobitransfobia del paese natio, Sam si butta con furore nei giri gay di West Hollywood, abbandonando la religione. La famiglia di Mo, che non ha problemi con la sua identità sessuale e anzi lo supporta in pieno, viene opposta a quella del suo ex fidanzato, di idee contrarie, e a quella di Kal, in pieno conflitto. È in questo gioco di opposizioni, di contesti simili ma esistenze antitetche, di incontri fortuiti e relazioni impreviste, che il film descrive non il contrasto ma l’intreccio tra islam e mondo LGBT+. Così l’odio – che sia per la propria religione o per la propria sessualità – ha un ruolo marginale, una nota tra le tante nel racconto delle vite dei personaggi.

Vera protagonista è la storia d’amore tra Mo e Kal, nella quale il lato romantico prevale su quello comico. La fanno da padrone le parole che Mo e Kal si scambiano, il modo in cui si aprono l’uno all’altro, come condividono volta per volta insicurezze e segreti, passati complessi e aspirazioni future. In una storia in cui l’erotico ha un ruolo limitato, poiché Mo si deve astenere da alcun contatto o pensiero sessuale o altresì amoroso durante il Ramadam, i corpi dei protagonisti parlano comunque, con un linguaggio di timidezza e incertezza prima, di calore e affetto dopo. Le tipiche situazioni imbarazzanti da commedia americana sono poche e sparse. Spesso invece è Sam che rende il tutto più giocoso, dal coro gospel che gli canta gli auguri di compleanno alla sua vita sessuale avventurosa fino al suo fare gossip al funerale del suo zio-non-zio.

Tra immagini idilliache di cibi libanesi e una colonna sonora modernissima, con Lauv e Lizzo ma anche Mashrou Leila, Mossalam riesce a creare una pellicola fresca. La storia è una nuova narrazione dell’amore gay e della fede islamica e riesce a dare abbastanza spazio ad entrambi perché la loro importanza nel rapporto tra Mo e Kal sia chiara. Breaking Fast fa quindi un passo avanti nella filmografia romantica contemporanea, andando a raccontare di un mondo ancora troppo ignorato. E vale proprio la pena visitarlo, anche solo per un’ora e mezza.

Immagine nel testo da genderbender.it

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