LA LUNA FLUIDA

L’IMMAGINARIO SUL SATELLITE NELLE DIVERSE CULTURE DEL MONDO

di Elisabetta Della Toffola

La Luna è descritta da secoli nella letteratura e nella mitologia come emblema di mistero, magia e quiete, ma viene soprattutto considerata il simbolo universale della femminilità, principalmente a causa del suo ciclo, riconosciuto da diverse culture come analogo a quello mestruale.

Sono pochi infatti i pàntheon europei che immaginano le divinità lunari come figure maschili; tra questi ci sono l’antica religione norrena in cui il carro lunare è trainato da Mani, fratello della dea del Sole, e la mitologia irlandese, che adorava anticamente il re Elatha come dio della Luna. Ma la divinità associata più frequentemente alla Luna è la greca Artemide, dea della caccia e della purezza, venerata anche dai Romani con il nome di Diana, collegata alla luna crescente. 

Altre entità lunari erano Ecate, regina dei morti, della magia e della necromanzia, incarnazione della luna calante, e Selene, la titanide ritenuta personificazione del satellite terrestre nella sua interezza. 

Anche nelle religioni neopagane e nel movimento Wicca ricorre l’importanza delle fasi lunari, che vengono racchiuse nel simbolo della Triplice Dea, che rappresenta i tre stadi della vita di una donna, mentre gli Etruschi veneravano Artume, dea della luna, della notte e della fertilità. 

Inoltre, secondo l’astrologia la Luna governa il Cancro, segno associato alla donna, alla madre e al senso di stabilità, così come nei tarocchi la luna corrisponde al diciottesimo arcano maggiore, ovvero l’archetipo della Grande Madre.

È evidente che la simbologia della Luna a cui siamo abituat* è strettamente legata alla femminilità, ma allo stesso tempo incarna una visione della donna che dipende dal sesso biologico e dal ruolo di madre e protettrice della casa. Questo immaginario è comune alle tradizioni di altre etnie o è frutto esclusivamente della cultura europea?

Se ci si sofferma sulle leggende e i miti di altri continenti, si possono notare forti differenze nelle raffigurazioni delle divinità lunari  rispetto a quelle occidentali. 

In Asia, per esempio, è molto più comune l’associazione della Luna a una divinità maschile, nonostante le qualità attribuite alle divinità lunari rimangano spesso simili a quelle occidentali, come la tranquillità, la saggezza, il mistero, la purezza. 

Nella tradizione induista il deva associato alla Luna è Soma. Legato alle piante e alla fertilità, le leggende lo descrivono mentre prende parte a un Mithuna, un rituale sessuale che prevede l’ingestione del liquido seminale di Soma da parte di Agni, il dio del Fuoco. Questo atto rappresentava l’accettazione dei sacrifici compiuti sulla Terra in onore degli dei. 

Ci sono culture in cui il significato della Luna è radicalmente opposto a quello a cui siamo abituati. Nello Shintoismo, Tsukuyomi, il dio della Luna, è considerato un dio legato all’ordine e all’equilibrio, ma incline alla violenza. Difatti, secondo il mito, avrebbe ucciso la dea del cibo perché disgustato dal fatto che a un banchetto ella avesse procurato le pietanze facendole uscire dalla sua bocca e dal suo ano.

Nella cultura Inuit ricorre la leggenda di Alignak, un uomo che, dopo essere stato colto in un rapporto sessuale con la sorella, si trova costretto a scappare, correndo così forte da arrivare in cielo e diventare egli stesso la Luna.

In Africa troviamo diversi casi di divinità lunari androgine o intersex. I popoli Ewe e Fon, in Africa occidentale, venerano la figura creatrice Mawu-Lisa, data dall’unione della divinità del Sole e della Luna e dotata dei caratteri sessuali di entrambi. L’etnia Akan, originaria del Ghana, ha un pàntheon costituito dalle personificazioni dei pianeti e rappresenta la Luna come divinità non binaria, così come i pianeti Mercurio e Giove.

L’immaginario globale legato alla Luna costituisce un panorama di leggende, creature e icone molto più eterogeneo di quello a cui siamo abituat*, un panorama queer e dissacrante che rompe la simbologia solo in apparenza universale che le viene normalmente attribuita.

Immagine nel testo da twitter.com

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