Bologna è una piazza artistica e musicale ricca e sempre piena di proposte anche mainstream. Ma cosa scorre nelle sue vene underground (oltre ai canali interrati)? Ve lo vogliamo svelare in questo piccolo ciclo di interviste a gruppi talentuosi e non ancora abbastanza conosciuti che navigano tra più generi, il cui lavoro potrebbe sorprendervi. La prima formazione che abbiamo contattato sono Le Cadavere Squisite.
Chi sono le Cadavere Squisite?
Siamo una compagnia teatrale che si trasforma in gruppo musicale tra 2016 e 2017. All’inizio mettevamo solo delle canzoni durante i nostri monologhi, ma visto che due di noi suonavano, una di noi cantava… abbiamo fatto 2+2. Anzi 2+1!
Quindi siete solo tre?
Nel tempo il numero delle componenti è variato, ma noi tre siamo lo zoccolo duro. Bianca Ferricelli, musicista eclettica senza tecnica, che suona a orecchio; Sara Brugnolo, cantante emozionante e attrice dalla grande verve comica; Rita Felicetti, batterista che bacchetta, dall’energia – e dalla follia – a tratti incontrollabile. In questo momento c’è anche la nostra fantastica bassista Linda Francioni, aka Kinda Linda.
Tutte siamo passate al teatro portandoci dentro quello che sapevamo fare, specialmente la nostra verve comica e il nostro disagio!
A proposito di disagio: il nome della vostra band può fare un po’ irrigidire… Da dove viene?
Naturalmente viene dal metodo del cadavere squisito surrealista che Rita ha proposto in un laboratorio di scrittura creativa. Ovviamente noi l’abbiamo preso alla lettera non limitandoci al foglietto ripiegato ma assumendo sostanze e facendo cose che in questo momento non ci sembra il caso di condividere.
Siete state più volte ospiti del Cassero, sempre molto applaudite, sin dai vostri esordi. Come vi siete trovate e quali aspetti del Cassero sentite più vicini al vostro lavoro?
ll Cassero per noi è casa, uno dei posti chiave del nostro gruppo. Ci legano la queerness, l’essere trasversali, Raffaella Carrà, i colori, l’allegria, il fatto che vengono rappresentate delle minoranze. A Bologna rappresenta la libertà e la fluidità.
In che senso parlate di fluidità?
Perché il nostro lavoro è un ibrido: non solo teatro, non solo musica, non solo cabaret. Se volessimo darne una definizione unica saremmo piuttosto in imbarazzo. All’inizio pensavamo a un cabaret punk. Ma mischiamo i generi quindi siamo decisamente fluide! E anche piuttosto furbe: se ci chiama il locale punk diciamo che facciamo punk, ma se ci chiama un locale fighetto gli diciamo che facciamo jazz e blues e se ci chiama un teatro diciamo che facciamo teatro. Siamo camaleontiche! Nella musica potremmo definirci pop perché ci piace arrivare a chiunque, ma è un pop un po’ surreale: il pop mainstream ci censurerebbe sicuramente. Anzi in effetti siamo state realmente censurate per ben due volte: su Rai 2 e per il programma E viva il videobox.
E perché vi hanno censurate?
Perché non si poteva parlare di politica, non si potevano dire parolacce, e nei nostri testi ci sono tantissime parolacce e soprattutto c’è un forte posizionamento politico, anche se non siamo schierate con nessun partito. La cosa strana è che gli piacevamo; ci censuravano ma poi ci richiamavano.
Quali sono i posti – che non vi censurano – in cui preferite esibirvi a Bologna e altrove?
Naturalmente il Cassero, ma anche Camere d’aria ci ha aiutate tantissimo: proviamo lì tutti i nostri spettacoli prima di farli girare e facciamo sempre sold out. In generale, preferiamo i club con una capienza tra le 30 e le 50 persone: spazi in cui il pubblico arriva per ascoltare musica, ma viene poi spiazzato da monologhi e elementi inaspettati. Sempre a Bologna abbiamo suonato alla Fattoria Urbana, al Circolo Hex, al Binario 69, al Fondo Comini, al Gallery 16, e al Want. Ma ci piace anche il teatro, in particolare il Teatro Ridotto, perché è un luogo più istituzionale, che ci dà più lustro e accoglie perfettamente sia la parte teatrale sia la parte musicale. E poi tutti gli anni andiamo al teatro Ultimi fuochi, in Puglia, anche lì ci sentiamo a casa.
Come arrivate in questi posti?
In genere attraverso i nostri contatti personali ma già che siamo qui vorremmo lanciare un appello: SOS STIAMO CERCANDO UN BOOKING E UN’AGENZIA. FATEVI AVANTI!
In generale Bologna vi ha agevolate o ostacolate nel vostro lavoro?
Ci ha agevolate: è accogliente, specialmente per il calore del pubblico. Le città in cui è stata più dura sono state Novara e Mantova. Insomma il Nord, perché per noi Bologna è Sud!
State lavorando a un nuovo album?
Sì, quest’estate è uscito il primo singolo, Reggaeton in galera, con l’etichetta Elastico Records, e tra poco usciremo con il secondo singolo… Suspence!
Aspettiamo allora il nuovo singolo in arrivo, e intanto ci godiamo gli album già in circolazione:
Grazie, Cadavere Squisite!

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