
Nata nel 1940 a Eastbourne, in Inghilterra, Angela Carter crebbe nello Yorkshire. Studiò letteratura, iniziò presto a scrivere ed esplorò Stati Uniti, Asia e Europa. Romanziera, saggista e giornalista, coltivò una voce capace di smontare gli archetipi e riscriverli da capo.
La sua opera unisce fiaba, gotico e realismo magico. Carter prende le storie che tuttə conosciamo – Cappuccetto Rosso, Barbablù, la Bella e la Bestia – e le ribalta: le sue protagoniste non sono vittime inette e passive, ma soggetti desideranti, determinati, disobbedienti.
Nel 1979 pubblicò The Bloody Chamber, raccolta di racconti che riscrive le fiabe tradizionali in chiave femminista e perturbante. Con una lingua sensuale e ironica, Carter reinterpreta le storie smontando i ruoli di genere, mostrando il contenuto latente dei racconti della tradizione.
Scrisse in Notes from the Front Line: «I am all for putting new wine in old bottles, especially if the pressure of the new wine makes the old bottles explode.»
Per Carter la fiaba non è un genere per bambinə, ma un dispositivo politico. Le sue narrazioni stanno in bilico tra paura e piacere, il corpo femminile smette di essere oggetto e diventa voce, scelta, trasformazione.
Angela Carter morì a Londra nel 1992. Con le sue storie ha insegnato che anche le fiabe possono essere spazio di lotta.
Illustrazione di Claudia Marulo
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