«”[Esse] Dicono che sanno cosa insieme significano”: è una delle frasi di Monique Wittig, riferita alle Guerrigliere. Ed esprime un pensiero dichiaratamente politico. Identifica un insieme di guerriere, ognuna consapevole della sua singolarità, che scelgono di essere una collettività che pensa su di sé e in questo pensarsi si significa attraverso coordinate proprie.»

Simonetta Spinelli, Le non-donne

Una collettività che pensa su di sé e in questo pensarsi si significa, riprendendo Spinelli, è un bellissimo modo per raccontare cosa aspira a essere Lesboscopie, la laboratoria di autocoscienza lesbica che come Lesbiche Bologna abbiamo fortemente desiderato e che partirà a gennaio 2022.

Come lesbiche e attiviste sentiamo l’urgente e ribollente desiderio di dirci lesbiche attraverso le nostre parole e i nostri vissuti, esplorando i significati molteplici che le parole possono avere per ognunɜ di noi. 

Attraverso lo scambio e l’incontro fra lesbiche, vogliamo costruire un’autonarrazione che da un lato ci sottragga alla costante e violenta invisibilizzazione e che, dall’altro, contribuisca a una presa di parola lesbofemminista liberandoci dal giogo uniformante di un lesbismo binario che, ancora una volta, ignora le nostre esistenze trasformanti e trasformative.

Lo spazio lesboscopico che avvieremo a gennaio nasce dal lavoro e dall’intreccio appassionato di moltɜ compagnɜ che hanno immaginato, organizzato, calendarizzato, prenotato spazi, comprato microfoni e casse, creato documenti google, condiviso spunti, materiali e riflessioni, avanzato interrogativi e posto domande.

Il 25 gennaio, primo incontro della laboratoria, partiremo da alcune di queste domande che, insieme a molte altre che vorremo esplorare collettivamente, saranno il nostro trampolino di lancio per fluire attraverso la caleidoscopica e multiforme soggettività lesbica.

Durante i primi sei incontri di questo percorso desideriamo indagare i molteplici significati che può avere la parola e l’esistenza lesbica, condividere le affinità e le complicità con le esperienze trans, riallacciarci con il nostro passato-presente di butch e femme, confrontarci sulla mascolinità lesbica, sulle nostre relazioni e reti s-famigliari, ri-partire dai nostri corpi lesbici non conformi, cyborg, sottili, crip, meccanici, arborei, grassi, minuti, spaziali, delicati, nerboruti, sotterranei e sempre splendenti.

Lesboscopie si svolgerà in spazi accessibili e in una modalità mista, per cui sarà possibile partecipare sia online sia in presenza. Gli incontri saranno facilitati da un gruppo di attiviste di Lesbiche Bologna, che avranno cura di costruire uno spazio più sicuro e accogliente per tutte le partecipanti.

Lesboscopie è una laboratoria politica di autocoscienza collettiva, orizzontale, circolare, spiraleggiante e pertanto lesboscopica! Vogliamo addentrarci collettivamente nel corpo lesbico mosse dal bisogno di interrogarci. Gioia e rabbia ci attraversano e ci fanno desiderare di mondeggiare insieme, riflettendo, re-impastando soggettività e posizionamenti.

Lesboscopie prenderà forma attraverso l’incontro, la condivisione di esperienze e saperi lesbici incarnati, testi, idee, immagini, parole, la tenerezza radicale e la gioia lesbica!

«Quest’organo un tempo trascurato è oggetto di molte attenzioni durante l’età della gloria dato il ruolo che gioca nella riproduzione delle amanti. È per puro caso che, durante una delle antiche grandi Assemblee, un’amante tra quelle che si chiamano le Gouines Rouges, per pura modestia, lanciò il celebre “con l’orecchia” per rispondere alla domanda “come si riprodurranno i popoli di amanti?”. È così che le piccole amanti nascono oggi, di orecchia in orecchia.»

Monique Wittig e Sande Zeig, Appunti per un dizionario delle amanti, Meltemi, 2020 

Facendo nostra la pratica riproduttiva di Wittig e Zeig, porgeremo con cura e desiderio le nostre orecchie ai popoli di amanti.

Per partecipare è necessario essere socie e iscriversi alla laboratoria, cliccando questo link