L’ANTICORRUZIONE NEI COMUNI ITALIANI

FARE RESISTENZA MONITORANDO LA TRASPARENZA

di Chiara Dalpasso

Criminalità organizzata e corruzione oggi rappresentano forse il più grosso problema per la stabilità del nostro Paese. Più gli anni passano, più le organizzazioni criminali di stampo mafioso continuano a lavorare all’ombra dello stato e dentro di esso; qualche battuta d’arresto inferta da forze di polizia e magistratura non ferma l’avanzata di Cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra e Sacra corona unita.

La lotta continua, ma il nemico non si ferma, complice anche la corruzione dilagante: l’altra faccia della medaglia delle organizzazioni mafiose.

Davanti a questo scenario apparentemente senza via d’uscita, un gruppo di ragazz* ha deciso di creare Civico97, un’associazione non profit con soci* in tutta Italia che ha l’obbiettivo di promuovere la cultura della legalità e della trasparenza all’interno delle amministrazioni pubbliche, attraverso l’attenzione e il coinvolgimento dei cittadini. Civico97 come l’articolo 97 della Costituzione, che descrive i principi di buon andamento e di imparzialità della pubblica amministrazione come strumenti necessari per difendere il valore dell’uguaglianza, sancito dall’art. 3; un principio fondamentale che molto spesso nella nostra società viene avvilito anche a causa della corruzione.

Le attività dell’associazione, quindi, hanno finalità culturali e civiche di sensibilizzazione, formazione e divulgazione di report sullo stato di salute dell’anticorruzione nei Comuni italiani.

Il lavoro primario dell’associazione, difatti, consiste nel monitoraggio annuale dell’attività dei Responsabili per la prevenzione della corruzione dei capoluoghi di provincia italiani; al primo report del 2016 ne sono seguiti altri, uno per ogni anno di attività dell’associazione. Oggi questo lavoro è stato raccolto nello studio L’anticorruzione nei comuni italiani, un’analisi alla quale hanno contribuito Transparency International Italia e Riparte il Futuro, e che ha lo scopo principale di valutare le relazioni dei Responsabili anticorruzione negli anni 2015-2017 in 115 Comuni capoluoghi di provincia.

I Responsabili per la prevenzione della corruzione, infatti, secondo quanto indicato dall’art. 1, comma 14, della legge n. 190/2012 (nota ai più come Legge Severino), hanno il compito di pubblicare sul sito web dell’amministrazione di loro appartenenza una relazione recante i risultati dell’attività svolta durante l’anno precedente in tema di prevenzione della corruzione. Tale figura assolve quindi due funzioni: comunicare informazioni sensibili alla cittadinanza e fornire all’Autorità Nazionale Anticorruzione dei dati di partenza per l’analisi delle azioni di prevenzione del fenomeno corruttivo.

Il primo dato importante che emerge dal report, pubblicato il 22 ottobre 2018 e scaricabile gratuitamente dalla sezione Report del sito www.civico97.altervista.org, è come la corruzione sia ancora difficile da rilevare, poiché solo 16 comuni, sui 115 capoluoghi di provincia presi in considerazione, sono stati in grado di identificare episodi di corruzione al loro interno. Inoltre, nel 2017, 99 comuni su 115 (l’86% del totale) non hanno rilevato nemmeno un evento corruttivo: un fatto molto strano se si considera che le notizie di cronaca riportate dai media, per lo stesso anno, evidenziano numerosi episodi di corruzione in quegli stessi territori.

Altri aspetti presi in considerazione dal report sono la trasparenza e l’accessibilità della pubblica amministrazione, che sembrano lievemente migliorate grazie anche all’introduzione del Freedom for Information Act, e il conflitto di interessi, un pericolo che, invece, rimane difficile da scongiurare considerato che solo il 42% degli enti locali monitorati presenta un sistema di rotazione dei dipendenti atto prevenire questo rischio.

L’anticorruzione nei comuni italiani, infine, vuole dimostrare con pochi dati, ma certi, che gli strumenti di prevenzione e contrasto della corruzione sono armi fondamentali nelle mani delle amministrazioni e dei cittadini e, come spiega il vice presidente dell’associazione Nicola Capello, “dove molti hanno visto l’ennesimo, inutile adempimento burocratico, Civico97 ha riconosciuto uno strumento che, assieme ai Piani di prevenzione della corruzione, permette di comprendere i punti di forza e di debolezza delle strategie per la lotta alla corruzione”.

È possibile recuperare i dati raccolti dall’associazione visitando il sito www.civico97.altervista.org, mandando una mail all’indirizzo mail associazionecivico97@gmail.com, oppure lasciando un like alla nostra pagina Facebook.

immagine realizzata da Federica Perazzoli

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