IL TRIANGOLO NO, NON L’AVEVAMO CONSIDERATO

BREVE STORIA DEI MATRIMONI NELLE BERMUDA

di Simone Astarita

Sposiamoci alle Bermuda! Anzi no. Cioè sì, adesso sì. Ma cos’è successo?

Le Bermuda decriminalizzarono l’omosessualità nel 1994, ma rimase (e rimane tuttora) un forte stigma contro la comunità LGBT+. Un passo in avanti è accaduto nel giugno 2013, quando lo Human Rights Act del 1981 è stato modificato per proibire le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Nel febbraio 2015 la Corte Suprema ha approvato l’adozione congiunta di un bambino da parte di genitori dello stesso sesso. In un caso unico nel suo genere, due persone hanno potuto adottare senza essere ufficialmente riconosciute come coppia. Poco dopo, nel giugno 2016, c’è stato un referendum consultivo sulla questione: il 63% dei votanti era contrario alle unioni civili e il 69% ai matrimoni. Tuttavia, solo il 47% degli aventi diritto si è presentato alle urne, mancando di poco il quorum del 50%. A qualche giorno dal referendum due coppie gay hanno presentato domanda per sposarsi, facendo appello proprio allo Human Rights Act. Il 5 maggio 2017 la Corte Suprema ha accolto la richiesta, affermando il diritto di sposarsi delle coppie dello stesso sesso.

La storia si intriga ancora di più nel febbraio 2018. Il governo ha approvato il Domestic Partnership Act: le Bermuda sono divenute il primo stato a revocare il diritto delle coppie omosessuali a sposarsi, sostituendo il matrimonio con le unioni civili. Il fatto è stato riportato dal Guardian e dal New York Times e l’hashtag #BoycottBermuda ha spopolato, anche grazie a celebrità come Ellen DeGeneres. Le Bermuda sono state dipinte come il simbolo della fragilità dei diritti LGBT+. È senz’altro ingenuo pensare che una serie di leggi passate negli ultimi vent’anni possa decostruire secoli di omolesbobitransfobia ed eliminare le discriminazioni nelle istituzioni e nella società. Europa e Stati Uniti, però, hanno criticato l’evento senza guardarsi in faccia. Le Bermuda del febbraio 2018 proibivano la discriminazione contro la comunità LGBT+: sul lavoro, nell’adottare, nel donare sangue etc. Alcune parti degli Stati Uniti e molti stati europei, Italia compresa, non hanno ancora leggi così avanzate. Le unioni civili delle Bermuda sono inoltre equivalenti al matrimonio nella pratica, e le coppie già sposate hanno mantenuto il loro status. Il Domestic Partnership Act è ingiusto, ma altri governi meritano il nostro rimprovero più di quello bermudiano.

Dal 1 giugno 2018 i matrimoni non sono più celebrati, ma già il 6 giugno si è iniziato a discutere di due denunce contro la nuova legge. Il 23 novembre la Corte Suprema ha dichiarato l’incostituzionalità del Domestic Partnership Act. Il primo stato a ri-proibire i matrimoni gay è ora anche il primo ad averli reintrodotti, non con un referendum o perché un nuovo partito è al potere, ma in aperta opposizione alla cultura conservatrice predominante. Le Corte Suprema ha affermato, così, che le opinioni della popolazione non hanno, al momento, il potere di intaccare i diritti di una minoranza. Forse è questa la differenza tra democrazia e dittatura della maggioranza?

pubblicato sul numero 43 della Falla, marzo 2019

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