
Scozzese, nato nel febbraio 1960 con il nome di Steven Forrest, Steve Bronski avrebbe potuto essere un ragazzo gay di periferia come tanti se non avesse conosciuto Jimmy Somerville e Larry Steinbachek in un appartamento londinese durante la realizzazione di un documentario del Lesbian and Gay Youth Video Project. I tre formano la band Bronski Beats, che prende il nome proprio da Steve, tastierista e principale produttore delle loro canzoni. Il loro primo album, The age of consent, rappresenta una fusione tra arte e l’attivismo di Steve: in copertina è raffigurato il triangolo rosa simbolo del movimento di liberazione omosessuale, e all’interno del disco vengono riportate le diverse età del consenso per i rapporti omosessuali, ridotta a 16 anni in molti paesi e quindi equiparata a quella per i rapporti eterosessuali, ma ancora fissata a 21 nel Regno Unito, una provocazione per sottolineare uno standard ancora discriminatorio. Nel 1984 Bronski scrive la canzone di maggior successo del gruppo, Smalltown boy, il cui testo e videoclip raccontano la storia di un ragazzo gay che, non compreso dalla famiglia e perseguitato dai coetanei, decide di allontanarsi dalla città di origine per vivere appieno la sua identità.
Musicista divenuto ormai cult della scena elettropop inglese, Steve Bronski muore a Londra nel 2018, a 61 anni.
Illustrazione di Claudia Marulo
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