
Nata a Ventnor City nel 1936, Valerie Solanas cresce in un contesto familiare abusante e sperimenta violenze sessuali da parte del padre e poi del nuovo marito della madre fino al momento in cui si allontana da casa e inizia a vivere in strada. Si laurea in Psicologia e viene ammessa ad un Master presso l’Università del Minnesota, che però abbandona denunciando il sessismo in ambito accademico, e trasferendosi a New York. È qui che scrive e distribuisce autonomamente SCUM Manifesto, un trattato provocatorio e critico del sistema patriarcale dominante, in cui ridicolizza gli stereotipi di genere e inverte spesso i termini “uomo” e “donna” quando descrive dinamiche sociali di sopraffazione e superiorità.
Nella sua opera non c’è spazio per il linguaggio educato e per il compromesso: Solanas teorizza la realizzazione di una società finalmente equa solo a seguito dell’eliminazione del maschile da parte delle donne SCUM (traducibile con feccia), donne ai margini del sistema che lo ribaltano per potersene finalmente appropriare.
Giudicata eccessivamente provocatoria anche dai gruppi intellettuali a lei contemporanei, diventa nota alla cronaca per aver sparato a Andy Warhol, dopo che lui le aveva rifiutato la messa in scena dell’opera teatrale Up Your Ass ma al contempo non le aveva mai restituito l’opera e ne aveva indebitamente usato dei passaggi senza il consenso dell’autrice. Solanas viene condannata e psichiatrizzata per questo gesto, finendo per vivere ancor più marginalizzata e muore a San Francisco nel 1988.
L’eredità che ci lascia è la forza della rabbia necessaria per sovvertire i sistemi dominanti, senza mai avere paura di risultare troppo scomode.
Illustrazione di Claudia Marulo
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