INTERVISTA ALL’ARTISTA – MISSTENDO

di Anna Cardi

Il poster di questo mese è stato realizzato da Francesca Popolizio, in arte MissTendo. Artista di adozione bolognese, classe ’82, ha studiato Fumetto e Illustrazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e Disegno Animato presso la Scuola del Libro di Urbino. Tra i suoi lavori risaltano le illustrazioni per racconti brevi, tra cui Se mi distraggo perdo (A. Giurickovic, Gorilla Sapiens, 2013) Luglio 1982 (F. Vannutelli, effe #2, 2014), e Wunderkammer, fumetto parte dell’antologia Ernest 2 (2014).

Quando ti sei presentata hai sottolineato che preferisci lavorare in analogico. Cosa significa per te?     

Una volta una persona mi ha detto che le mie mani erano più intelligenti della mia testa. Non so se fosse un complimento, ma penso che abbia ragione. Tutto ciò che riesco a fare con le mani ha una forma migliore: hanno appreso una sorta di abilità negli anni, degli automatismi, che mi porto anche in cucina. Sono legata alla carta e alle materie, le sento reali, come preparare da mangiare. Mi piace creare disegni, pasticciare, avere le mani sempre un po’ sporche. La pulizia e l’ordine del digitale mi frenano, ho bisogno di un po’ di confusione.

Cosa volevi rappresentare del fine vita nel tuo disegno?

Di questa nuova legge mi ha colpita in particolare che la prassi sia semplificata, e soprattutto che non ci sia più bisogno di un giudice, avvocati e di lunghe formalità per l’interruzione o il proseguimento delle terapie. Mi è sembrato che questo mettesse a tacere tante voci, lasciando emergere quella del singolo, a cui viene garantita la libertà di riflettere personalmente in un momento molto delicato.

44602247_883567915185118_5684048071298646016_n

Hai scelto quindi di festeggiare l’autodeterminazione.

Sì, credo che questa legge sia da festeggiare. Questo volo di Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat), che diventano uccelli che accompagnano le anime che dicono “sono mio”, vuole proprio risaltare la libertà. Le Dat garantiscono il rispetto di qualunque decisione, quindi l’idea era di sottolineare che questa legge lascia la libertà di autodeterminarsi.

Alcune delle tue opere pubblicate sono taggate #femaleartist e #femaleart. È importante per te?

Il femminile è molto importante, è una riflessione che faccio nella vita di tutti i giorni e credo mi contagi nei soggetti in cui mi cimento. Sono nelle tematiche che preferisco, che a volte mi affidano e altre mi cerco da sola. Inoltre, seguo il dibattito femminista e ho partecipato a collettivi che mi hanno aperto gli occhi su alcune questioni. Attorno ai 25 anni ero convinta avessimo già fatto un ottimo lavoro in passato, probabilmente perché sono stata cresciuta con idee più liberali, che nella realtà non sempre trovano spazio! Credo decisamente che una serie di interessi personali, e il mio essere donna, mi abbiano condizionata nel tipo di immagini che vado a proporre.

Necrofilia: sì o anche no?

Quando hai detto domanda sessuale la facevo più facile! Abbastanza provocatoria da tentarmi di dire di sì, ma direi che due coscienti siano sempre molto meglio, mettiamola così.

pubblicato sul numero 39 della Falla – novembre 2018

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *