IL BUGIARDINO – PAN FICTION

di Vincenzo Morteo

Ciao,

Sono una ragazza lesbica di diciannove anni. Siccome mi piace tanto tanto condire la mia vita di drammi esistenziali del tutto non necessari, mi sono recentemente invaghita di un’amica. “Che problema c’è”, dirai.

Mi ha da poco rivelato di essere una eterosessuale panromantica. Dopo una notte trascorsa a piangere su wikipedia, non ho ancora capito se riuscirò mai a scoparmela. Che faccio?

***

Mia carissima saffica amica,

Questo illuminante viaggio illustrativo comincia nel 1917: Sigmund Freud conia la parola “pansessualità.”

Il brillante neurologo, feticista e psicoanalista, si servì di questo neologismo per spiegare come l’istinto sessuale giocasse un ruolo primario in tutte (pan) le attività umane, siano esse fisiche o mentali.

Oggi il termine pansessualità descrive l’orientamento sessuale di coloro la cui attrazione verso altri umani non viene condizionata dal sesso assegnato alla nascita o dall’identità di genere.

Questa attrazione è di natura sessuale. Altrimenti, dopo pan, avremmo usato i suffissi -coccoloso, -netflixandchill, -nonseitusonoio, -vanjie.

La tua amica afferma di essere eterosessuale, che – com’è noto a molti- significa che è stata geneticamente predisposta a pelviche insoddisfazioni, sindromi tinder-post-traumatiche e a una potenzialmente longeva penuria di orgasmi copulativi. Tuttavia, la sua vita sentimentale viaggia su un altro binario. Si definisce infatti panromantica, e suppongo che in questo punto si sia incagliato il tuo lacrimoso nodo gordiano.

Il panromanticismo non è un orientamento sessuale. Questo termine indica l’inclinazione a intessere legami romantici di significativo spessore emotivo, a prescindere dai genitali o dalla identità di genere del partner. Un’inclinazione a non inclinarsi, per così dire, proprio per la sua intrinseca natura romantica.

Dal momento che, in Italia, facciamo fatica a capire qualunque cosa nella storia della sessualità sia venuta dopo la missionaria, ti propongo una lista di miti da sfatare in merito alla pansessualità.

  1. I PANSESSUALI NON SONO BISESSUALI
    Hai mai notato che la gente si incazza tantissimo quando, chessò, dici loro che sono qualcosa che in realtà non sono affatto? Ecco, succede anche al pansessuale. Secondo l’opinione comune sta solo testando il buffet, finché non realizza che cos’è che davvero gli scatena l’acquolina. Dal momento che siamo così decisi a suscitare il dubbio in chiunque, chiediamo anche a Stacey la prossima volta che ci racconterà della sua nuova cotta eteronormativa, se è davvero il cazzo il suo piatto preferito.

  2. I PANSESSUALI NON SONO ATTRATTI DA TUTTI
    Domandare a un pansessuale se sia attratto da tutti è come chiedere a un eterosessuale se gradirebbe fare due salti in padella con tutte le persone del sesso opposto. (Per sicurezza chiedete sempre a una donna eterosessuale.)

  3. I PANSESSUALI NON SONO POLIAMOROSI
    Quantomeno non per definizione. Come tutte le forme umanoidi sulla crosta terrestre, anche i pansessuali intrecciano ogni sorta di relazione sentimentale, in base a molteplici fattori, nel corso della loro vita.

  4. I PANSESSUALI NON SONO ORGIOFILI
    Quando una persona pansessuale spiega di essere un individuo potenzialmente attratto da altri a prescindere da sesso o identità di genere, l’altro interlocutore di solito sente: ORGIA!
    Amplifonati l’anima, stolto interlocutore, e impara a concepire un essere umano la cui esistenza non ruoti esclusivamente intorno ad aree ricoperte da peli pubici.

Augurandomi di esserti stato utile quanto chiarificatorio, ti invito a coltivare i tuoi rapporti a prescindere dal loro esito orgasmico. Conoscere qualcuno per quello che è veramente è una delle esperienze più rivoluzionarie che ti capiterà di vivere. A volte sarà una di quelle che ti insegnerà a scoprire te stessa, a concederti senza remore. Altre volte ti insegnerà come si chiede un’ordinanza restrittiva.

Baci a prescindere,
Il Bugiardino

P.s. No, probabilmente non te la chiaverai.

immagine in evidenza realizzata da Claudia Tarabella

foto: Vincenzo Morteo

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