FEMMINISMI ON DEMAND

BREVE GUIDA AI PODCAST DI GENERE

di Antonia Cassoli

Come sarebbe poter ascoltare discorsi femministi alla radio, quando capita, tra una canzone e l’altra?

La visione non è così utopistica come potremmo pensare: basta togliere il «quando capita» e fare un piccolo sforzo per andarsi a cercare i podcast.

Se padroneggi l’inglese, non hai che da sbizzarrirti, perché tra britannici e statunitensi, pionieri dell’on demand e della serialità, si contano almeno 50 trasmissioni attive incentrate sul punto di vista delle donne.

Ma se il poliglottismo non è uno dei tuoi punti di forza, non ti preoccupare: anche in Italia sono comparsi alcuni coraggiosi approcci alla chiacchiera femminista che riposano le orecchie dall’onnipresente discorso maschile. Vi suggeriamo i migliori, in ordine descrescente di impegno mentale richiesto.

  Chiamando Eva, è il podcast prodotto da The submarine, testata giornalistica indipendente che si può (e si deve) leggere liberamente on line. Creato e condotto da Bianca Giacobone e Francesca Motta, è una conversazione quindicinale su donne, femminismo e vita. Partito fortissimo con la grande innominabile – la vagina – ha spaziato, nel corso di due anni, tra sport, editoria, musica, sex worker e riflessioni su fatti di (atroce) attualità, come il revenge porn o il famigerato decreto Pillon. Il tono è serio, mai noioso, comprensibile a chiunque e fonte di riflessione.

Senza rossetto è invece la creazione di Giulia Cuter e Giulia Perona, che in ogni puntata «affronta un tema legato alle convenzioni che la società attribuisce all’universo femminile, attraverso la penna e la voce di una scrittrice contemporanea». Un format originale, a cavallo tra il saggio e il racconto, che prende gli stereotipi e li lavora come materia malleabile, senza mai accasciarsi sulla tragedia ma sempre con l’orizzonte dell’ottimismo. Privo di una regolare programmazione, Senza rossetto è nato in un giorno non casuale, il 2 giugno 2016, 70 anni dopo il primo voto legislativo delle donne in Italia: 70 anni dopo, le due autrici non vogliono perdere il diritto di parola, il diritto di avere una narrazione delle donne autodeterminata. 

Morgana, scritto e presentato da Michela Murgia con Chiara Tagliaferri, ha invece un taglio storico. Affonda le mani nell’immaginario delle streghe, delle donne «fuori dagli schemi, controcorrente, strane, pericolose, esagerate, stronze e a modo loro tutte diverse e difficili da collocare». Sebbene ci piacerebbe poter essere femministe anche senza essere (o parlare di) donne straordinarie, diamo merito a Murgia per la scelta delle vite raccontate, molto più contemporanee delle streghe a cui si appella: da Cher a Moana Pozzi, da Frances McDormand a Marina Abramovich, si può scoprire che il femminismo si annida in ogni angolo.

Concludiamo i nostri suggerimenti con l’unico podcast che viaggia anche sulle onde di una emittente radiofonica, riuscendo così a raggiungere – e questa è una manna dal cielo – persone dall’ascolto casuale.

Ordinary girls è un turbine di ironia, musica, leggerezza, ma anche di denuncia sincera e arrabbiata. Alle due straordinarie conduttrici, Elena Mariani e Florencia Di Stefano-Abichain, non sfuggono i regolari episodi di maschilismo e invisibilità femminile che accadono settimanalmente nell’infelice panorama italiano e mondiale. Gli intermezzi musicali, sempre dedicati ad artiste, fanno scorrere ogni puntata come una sana e sacrosanta chiacchierata tra donne, riuscendo a parlare con scioltezza di porno, sport, aborto, lesbiche, musica, serie tv e tanto altro ancora.

Durante l’estate la trasmissione va in pausa ed è quindi il momento perfetto per recuperare, una dietro l’altra, tutte le puntate di questo primo anno di attività.

Attenzione: tutte le autrici dei podcast elencati soffrono della sindrome, più o meno acuta, da spargimento di pronomi maschili. Sarà per non escludere i casuali ascoltatori maschi e riuscire a instillare in loro il dubbio di una sana condotta di vita? Siamo ottimiste e confidiamo che la risposta sia proprio questa.

Pubblicato sul numero 47 della Falla, luglio/agosto/settembre 2019

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