Rita Felicetti da circa 30 anni lavora in teatro come attrice, musicista, clown e autrice. Scrive anche canzoni punk e monologhi semi comici insieme alle Cadavere Squisite. Il disegno è stato da sempre una passione e una forma di terapia, dal liceo artistico alla laurea al DAMS prima in spettacolo poi in storia dell’arte. Le abbiamo chiesto un poster per la giornata internazionale delle persone non binarie, e l’abbiamo intervistata su questo e molto altro.
Raccontaci di te: artista, clown, attrice, autrice e musicista sono tante cariche! Come si è costruito questo bagaglio di tecniche espressive?

Dopo il liceo artistico avrei voluto fare l’accademia di belle arti ma a 18 anni già lavoravo in teatro e ho dovuto scegliere una facoltà senza obbligo di frequenza e presenza. In teatro ho lavorato con registi e registe incredibili tra cui Emma Dante e Luigi De Angelis. Ultimamente sono in tournée come attrice clown con lo spettacolo Sorpresa di Accademia Perduta. Invece il collettivo Le Cadavere Squisite è il mio progetto musicale e teatrale dove posso sfogare ogni capriccio e delirio comico, ed è nato a casa mia durante un laboratorio tenuto da me sulla scrittura comica e surrealista.
Ci hai detto che lavori con tecniche analogiche, quindi con colori, penne e carta vera: come mai e com’è stato disegnare il poster in questo modo?
Mi piacciono le tecniche analogiche e adoro disegnare ovunque: sui treni, sotto l’ombrellone, a letto, durante le riunioni, mentre guardo le serie… Disegno su quaderni, fogli, album e diari proprio come se avessi ancora 19 anni al liceo! Di solito disegno direttamente con le penne bic e dipingo con acrilici e uniposca perché quando comincio un disegno o un quadro devo finirlo prima possibile. Spesso compro tele e dipingo quadri che mi è capitato di vendere o regalare alle amiche. Era naturale, quindi, che anche il poster per la Falla fosse realizzato così. Nei miei quadri ci sono sempre folle di persone e cartoni animati: Lamù e Doraemon e Spongebob appaiono spesso anche in piccolo come se fosse la mia firma.
Ti abbiamo chiesto un poster per celebrare le identità non-binarie nel mese di luglio, ma tu come ti identifichi? Cosa ha significato per te riflettere su questa identità a livello artistico? Come hai affrontato il tema?
Io mi definisco in modo ironico: perplesessuale da perplessità. Non mi sento proprio né donna né uomo né niente. Niente. Credo di appartenere a una categoria che potrebbe essere: “non voglio crescere e non voglio relazioni, lasciatemi giocare da sola in cameretta con i miei pupazzini e strumenti musicali.” Sento una pressione sociale che mi angoscia a volte ma davvero sto bene da sola: ho mille cose da fare e sono innamorata di tutti i miei amici e tutte le mie amiche e colleghi e colleghe. Se proprio dovessi scegliere starei contemporaneamente con Kurt Cobain e Courtney Love.
Per parlare di identità non-binarie ho disegnato una folla di esseri viventi tutti diversi che mi fanno simpatia: uomini, donne, clown, animali inventati e personaggi famosi… Mi piacciono le diversità e ho immaginato un Pride con chiunque mi venisse in mente tra cui il mio amato Chaplin e la iconica Moira Orfei e poi il mio cane e alcune amiche e persone anziane e persone con una identità non definita. È stato un flusso quasi come se stessi scrivendo. Forse per questo mi piace disegnare con la bic.
Qual è il tuo gusto di gelato preferito?
I gusti che scelgo sempre sono fragola e cioccolato. Anche perché nessuno fa più il gusto menta con pezzettini di cioccolato! Ho provato il gusto puffo per il colore ma non mi ha convinto.
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