IL SEXTING AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

UNA GUIDA SEMISERIA

di Pier Paolo Scarsella

versione audio su Spreaker

È un mese ormai che, in seguito all’inizio della quarantena su tutta la penisola, tra interminabili file al supermercato, catene sui social, Ivana Spagna che insegna come costruire mascherine e forze dell’ordine che si aggirano per le strade come pistoleri texani, viviamo tutte una condizione di non troppo velato stress e nervosismo. Come molti sapranno, grazie allo studio di un indefinito numero di università americane, una costante e sana attività sessuale, in alternativa alle corsette al parco ormai proibite, è in grado di ridurre la quantità di cortisolo, l’ormone associato allo stress, prodotto dal nostro corpo. 

Certo è, che se siete giunte alla sezione futanari del vostro sito porno preferito, Giuseppe Conte è diventato il vostro nuovo sex symbol, avete sviluppato dei tremendi calli ai palmi delle mani o tutta l’utensileria che avete in casa vi trasmette forte vibrazioni sessuali è giunto forse il momento di provare qualcosa di nuovo e rispolverare una vecchia pratica. E no, non parlo di come preparare il lievito in casa vista la moria nei banchi frigo dei supermercati, bensì del sexting.

Unione delle parole sex e texting, il sexting ha radici antichissime, tanto che addirittura nell’Antico Egitto, pare, esisteva la pratica dello scrivere e dello scambiarsi papiri erotici. 

Per quanto riguarda la comunicazione telematica leggenda vuole, invece, che il primo messaggio a essere inviato tramite internet il 29 Ottobre 1969 non sia stato il criptico e muto «Lo» bensì un chiaro e sonoro «Scambi foto hot?».

Se nell’era di servizi di messaggistica come MSN, Netlog e Badoo il sexting ha visto la sua età dell’oro, l’avvento di app di incontri come Tinder, Grindr, Wapa con il loro format da e-shop di esseri umani ha ridotto questa pratica a una mera caccia al coito facile. Questa quarantena  forzata però si pone come un’ottima occasione per riappropriarsi di e riscoprire un sexting diverso, fatto di allusioni, fantasie e qualche regola.

Il web, infatti, nonostante veda alla sua base un sistema di apparente anarchia controllata, ha visto negli anni il consolidarsi di regole o pratiche che prendono il nome di netiquette. Un esempio è l’utilizzo sconsigliato del caps lock che equivale a urlare o ad avere un tono aggressivo. SCRIVETE IN CAPS LOCK SOLO SE VI CHIAMATE MYSS KETA O SE VOLETE COMUNICARE CHE AVETE RAGGIUNTO IL NIRVANA.

Una volta apprese le regole essenziali della netiquette siete, dunque, quasi pronte per darci dentro. Noi della Falla, dal canto nostro, per garantire la migliore delle esperienze possibili alle nostre lettrici, abbiamo sintetizzato con l’aiuto di quaranta saggi una serie di cinque massime da tenere a mente. 

Safe sex sempre. Come per altre pratiche sessuali, anche per il sexting è consigliato un approccio sicuro. Negli ultimi anni infatti si è diffuso il fenomeno del revenge porn, ovvero la diffusione di immagini e video di carattere sessuale senza il consenso dei protagonisti degli stessi. Gli esperti consigliano di evitare di inviare immagini o video che ritraggono il proprio viso se sono esposti genitali o zone erogene del proprio corpo, dunque siate consapevoli. Che la prudenza sia il vostro preservativo e la lungimiranza il vostro dental dam. 

Un po’ idraulico, un po’ boyscout. Se tutte e tutti sappiamo che la bravura di un idraulico è direttamente proporzionale all’area visibile dei suoi glutei quando si piega ad avvitare il sifone, la tua sensualità sarà inversamente proporzionale alla velocità con cui hai inviato le foto dei tuoi genitali. Fatevi desiderare. Il che, preciso subito, non vuol dire essere snob. Dimostrate, infatti, passione e interesse come un giovane boyscout quando impara a fare i primi nodi e cappi. 

Nessuno si aspetta che intratteniate epistolari ardenti come quelli tra Frida Kahlo e Milena Jesenskà ma nemmeno che rispondiate con una serie di emoji criptiche: usate solo quelle di facile comprensione. 

Non correte. Le corse, come già detto in apertura di questo articolo, non sono particolarmente indicate in questo periodo, quindi prendetevi i vostri tempi, ma soprattutto concedeteli anche a chi è dall’altro lato. Se mentre parlate con qualcuno, siete con la bava alla bocca davanti allo schermo aspettando di vedere qualche foto di nudo, state decisamente sbagliando. Esattamente come nel sesso dal vivo, anche nel sexting i centometristi non sono visti mai di buon occhio.

Siate versatili. Lo so, capisco il disagio: a molti il concetto di versatilità può risultare arduo, impossibile o inconcepibile. Ma non si parla solo di una posizione o ruolo, prendetela più alla larga. Il sexting vi dà l’occasione di sperimentare cose nuove: potete essere in relazioni aperte con centinaia di utenti, bottom con alcune, mistress sadomaso con altri. Il limite è dato solo dal numero di sfaccettature del vostro io. 

Ultima, ma non per importanza, la regola d’oro per un buon sexting: non siate banali. 

Non parlate del tempo, fuori c’è il sole e noi siamo in clausura. Evitate frasi di rito come «Che fai?» o «Come va?» perché le possibilità che dall’altro lato riceviate uno stizzito «Come vuoi che vada. In quarantena come altri sessanta milioni di abitanti» sono molto alte. Cercate di trovare spunti che vi possano aiutare a sviluppare una conversazione stimolante nella biografia della persona che state cercando di approcciare. 

Sareste sorprese di come può degenerare velocemente una chiacchierata sulle begonie.

Foto: fanwave.it

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