
I pipistrelli serotini sono animali riservati: si accoppiano in luoghi nascosti, di notte, sottraendosi ad occhi indiscreti. Insomma, un po’ come la maggioranza degli esseri umani. Ma a differenza della nostra specie, questi pipistrelli hanno una caratteristica sorprendente: il pene del maschio equivale a circa il 22% della sua altezza ed è 7 volte più largo e lungo della vagina della femmina. La domanda su come si accoppino nasce spontanea – soprattutto in chi concepisce la pratica erotica eterosessuale come necessariamente penetrativa.
Per rispondere alla fatidica domanda, un team di ricercatori e ricercatrici si è organizzato per andare a scoprire i segreti dei pipistrelli serotini, sistemando delle telecamere in una chiesa olandese dove si rifugiavano gli animali. Grazie ad esse sono stati registrati ben 93 accoppiamenti. Materiale sufficiente per soddisfare qualunque curiosità e raccolto in un articolo pubblicato su Current Biology.
Sorvolando sulla scelta architettonica, l’équipe ha scoperto che il gigantesco pene di questi pipistrelli termina con un glande a forma di cuore e peloso, che il maschio appoggia sulla vagina della femmina irrorandola di liquido seminale. Niente penetrazione, quindi. Un semplice contatto, ma piuttosto prolungato (mediamente una cinquantina di minuti), per garantire l’efficacia della fecondazione. Il lungo pene del maschio serve più come un braccio per bussare alla porta della femmina e offrirle il proprio contributo riproduttivo, ma se la femmina non gradisce, dispiega la sua membrana caudale e tiene lontano l’indesiderato proponente. Se invece il maschio le piace, si lascia abbracciare e toccare dal grande glande a cuore.
Immagine in evidenza: Claudia Tarabella

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