INTERVISTA ALL’ARTISTA – COPPER HEAD

di Pier Paolo Scarsella

Il poster di questo mese, così peloso da poterne sentire il rilievo sulla carta, è firmato da Vasco Brighi a.k.a. Copper Head o Testa di Rame. Trentadue anni, umbro d’origine, laureato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2010, vive e lavora a Berlino come illustratore freelance. Nel 2016 fonda la Zine XYXYX di cui è anche il curatore, dedicando gli ultimi a progetti di fumetto e disegno omoerotico.

Praise The Hairy Beast”. Nell’illustrazione per il nostro giornale hai realizzato un gruppo di baccanti al maschile intenti a celebrare un’enorme divinità pelosa. Quale messaggio volevi veicolare?

Più che una divinità la creatura evocata è un vero e proprio demone. In realtà non c’è un chiaro messaggio socio-politico, di solito i miei disegni sono molto viscerali e non mi affido alla razionalità quando realizzo un’illustrazione. Cerco di seguire i miei istinti sessuali e  inconsci, soprattutto quando la tematica della tavola è di natura erotica. Probabilmente analizzando l’immagine a mente lucida il “bestione peloso” evocato dal rituale orgiastico è una sorta di personificazione dell’ideale maschile che viene venerata nel mondo gay, soprattutto quello bear, in cui questa immagine quasi utopica dell’uomo e dei suoi tratti più caratteristici vengono idealizzati al massimo fino a diventare quasi irreali. Penso che in fondo questa idea di uomo neanche esista, quindi è appunto un demone. Ultimamente sto leggendo un libro di saggistica queer anni ‘70 che si intitola Witchcraft and the Gay Counterculture di Arthur Evans. Sicuramente ha ispirato molto il disegno.

Nelle tue opere oltre all’abbondante quantità di uomini pelosi realizzi anche personaggi di altri mondi, come orchi e troll. Da dove nasce la tua passione per questi soggetti?

Fin da bambino sono sempre stato interessato alle varie mitologie del mondo antico. Durante il mio corso di studi all’Accademia di belle arti ho affrontato abbondantemente il tema dell’ibrido attraverso la pittura, dalla mitologia alla più moderna cultura cyberpunk, dove l’uomo si fonde con la macchina. È un tema che mi ha sempre interessato e affascinato.

Essendo un appassionato di esoterismo non posso non chiederti: chi preferisci tra Prue, Piper e Phoebe Halliwell?

Nessuna delle tre, ma sono un fan di Fairuza Balk e Neve Campbell in Giovani Streghe. Mi sento più vicino al loro spirito riot girl anni ‘90.

pubblicato sul numero 37 della Falla – luglio/agosto/settembre 2018

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