Giorgia Lancellotti è un’illustratrice e key visual designer con un approccio multidisciplinare che unisce arte, design e storytelling. Ha lavorato per oltre dieci anni in Champion Europe occupandosi di illustrazione, grafica e visual concepts. Parallelamente, come freelance, collabora con realtà creative come Caffè Pascucci, Ravensburger, Jamba Juice, Beccogiallo, con la content creator Vanessa Villa – Fight Gently – e La Città delle Donne di Bologna. Ha partecipato a numerosi progetti di CHEAP, collettivo di arte pubblica di Bologna, e porta avanti una ricerca artistica personale con Wake Up. Il tema che le abbiamo proposto per il poster di gennaio è l’attivismo attraverso la comunicazione online (e non solo le manifestazioni in piazza).

Il tema che ti abbiamo affidato è il cuore della Falla ma anche del tuo lavoro: come lo declini nei tuoi disegni (e/o nella vita artistica)?

Ti ringrazio per questa domanda, il tema dell’attivismo per me è molto importante, specialmente nelle sue sfumature e declinazioni. Credo sia necessario pensare che non si fa attivismo solo scendendo in piazza, anche se, naturalmente, resta fondamentale, e l’abbiamo visto di recente. L’attivismo riempie un vuoto che è la nostra sensazione di impotenza apparente rispetto a molti temi e battaglie, e anche solo “svegliarsi”, sostenere un’idea quando conversiamo con gli altri, informarsi su una questione sociale, politica, umanitaria, interessarsi ai referendum, sostenere iniziative, scrivere e comunicare anche attraverso social e web, sono forme di attivismo importanti. Da questo nasce il mio progetto artistico WAKE UP! Tutto parte dal risveglio delle coscienze, e l’attivismo è l’azione.

Cos’è WAKE UP?

WAKE UP! è un progetto di ricerca artistica che indaga il risveglio della coscienza individuale e collettiva attraverso un immaginario pop e surreale. Personaggi iconici e simbolismi contemporanei diventano strumenti narrativi per affrontare temi emotivi, sociali e spirituali in un’unica immagine di forte impatto e immediata.

I tuoi poster (penso per esempio a quelli stampati e affissi dal collettivo Cheap), sono un segnale silenzioso e potente in città: come vivi la loro separazione da te in uno spazio fisico in cui tu sei assente?

La partecipazione alle call for artists di CHEAP per me è stata l’occasione per la nascita del mio progetto WAKE UP! La riflessione personale che è scaturita dalla prima call nel 2019 con Jessica Fletcher contro il femminicidio ha dato vita a un’esigenza che portavo dentro, e univa l’estetica e il significato racchiuso nell’opera. Quindi quando i poster escono sui muri di Bologna sono entusiasta, perché stanno dove devono stare; adoro la caducità della carta esposta al ciclo del tempo, all’interazione con le persone e il mondo circostante. Stanno nella vita vera, sono come un museo disponibile per chiunque, meglio di cattedrali e musei istituzionali.

Secondo te la scelta di scendere in piazza e quella di comunicare attraverso le immagini sono scelte opposte o complementari? E tu come ti posizioni tra le due?

Complementari, assolutamente, e le percorro entrambe, anche se vorrei scendere in piazza più spesso. Si completano a vicenda e si autoalimentano. Ma l’importante è sempre attivarsi.

Nelle tue immagini c’è spesso un personaggio famoso: come lo scegli?

Mi diverte molto questa parte di ricerca e progettazione, che chiaramente dipende dal tema che scelgo, quando lavoro per i miei progetti, o dal briefing con la committenza, quando lavoro come illustratrice e designer. In genere vado ad attingere al mio background personale: ho mille passioni tra musica, cinema, serie, letteratura, e sono molto legata al mondo pop e vintage. Tuttə quantə ci rifugiamo un po’ in personaggi o persone che hanno rappresentato qualcosa per noi: un periodo spensierato, o disilluso, un momento stupido in cui pensavamo di avere il mondo in pugno. Ho sempre amato rappresentare la vita e le cose attraverso persone o personaggi, credo siano uno specchio collettivo.

I tuoi poster sono molto ironici: ci dai la tua definizione di ironia nel contesto dell’immagine?

Ceci n’est pas une pipe! Adoro il surrealismo, l’idea di rappresentare ciò che non vedi, e giocare con le immagini e i significati: creare un contraccolpo anche piccolo, silenzioso, come dicevano di Magritte, genera curiosità e fa riflettere. L’ironia fa parte di ciò che sono, e mi piace ritrovarla nelle immagini quando il contesto lo permette. L’idea di utilizzare personaggi improbabili per parlare di temi molto seri e drammatici nasce da quello; Jessica Fletcher, UAN di Bim Bum Bam, o Darth Vader in rosa permettono di attivare questo meccanismo.

E per finire con la nostra domanda sciocca: quale dei personaggi che hai disegnato ti rappresenta di più e perché?

Tutta la vita Angela Lansbury! Mi auguro anzi di essere come lei, per la sua la capacità di non prendersi mai troppo sul serio, di fare il proprio lavoro con passione anche se non sono sempre produzioni da Oscar (anzi!), di metterci più impegno anche per quello, crederci, mettere cuore in tutto senza la pretesa che diventi grande. Divertirsi, vivere e condividere, con umiltà e alla fine essere viste… serve altro?