NEL NOME DI LUKI

Torna con la nona edizione il festival di cinema lesbico Some Prefer Cake

di Elisa Manici 

“Il filo conduttore di quest’anno sono le donne forti, come forte era Luki Massa, a cui questa edizione del festival è dedicata”. A parlare è Marta Bencich, direttrice artistica di Some prefer cake, il festival di cinema lesbico giunto alla nona edizione, che dopo due anni di pausa torna a Bologna da oggi al 24 presso il Nuovo Cinema Nosadella. E infatti nel programma troviamo vari biopic su figure di donne imprescindibili come Donna Haraway, la madre del cyberfemminismo, Chavela Vargas, massima icona della musica messicana, Diane Torr, a cui dobbiamo la nascita del drag king, oltre a un ricordo di Simonetta Spinelli, figura di spicco nel movimento lesbico e femminista italiano scomparsa quest’anno.

Luki Massa, creatrice e anima del festival, attivista, artista e molto altro, è morta un anno fa. La scelta di proseguire senza di lei è stata sofferta, ma necessaria: “Per noi – afferma Bencich – è molto importante la richiesta della comunità, che ha bisogno di questo evento”.

Le fa eco Elisa Coco, come Bencich storica collaboratrice di Luki Massa, nonché presidente dell’associazione omonima, nata per occuparsi del festival e della diffusione degli archivi lasciati da Massa: “Insieme a un vasto gruppo di donne che in varie fasi aveva lavorato insieme a Luki, abbiamo deciso di riprendere questo progetto per proseguire il suo lavoro di promozione e divulgazione culturale. La dimensione collettiva – prosegue Coco – ci fa sentire molto forte anche quella comunitaria, di cui c’è grande desiderio: donne di tutta Italia arrivano in questi giorni a Bologna per incontrarsi, rivedersi, stare insieme”.

La parte filmica di SPC si differenzia in lungo e cortometraggi, documentari, film sperimentali e web serie. Particolarmente interessante si preannuncia il film The Misandrist, dell’acclamato e provocatorio regista Bruce LaBruce, che racconta le avventure di una cellula segreta del Female Liberation Army, le Misandrist, appunto, shakerando insieme b-movie, horror, porno e fiaba.

Il programma prevede, come sempre, una serie di eventi collaterali: aperitivi con dj set, due mostre fotografiche con materiale dell’archivio di Luki Massa, momenti di discussione, lo spettacolo Ofelia non abita più qui, della compagnia Le Teatranti, e l’immancabile party del sabato sera, che si terrà da Elastico Fa/ART. Ci saranno poi, trasversali al festival, una serie di momenti di omaggio a Luki Massa, a partire dall’inaugurazione di stasera alle 20, che vedrà le performance di Paola Cavallin e Una, per proseguire sabato, con una tavola rotonda che cercherà di ripercorrere i molti e diversi mondi sociali e politici attraversati da Massa, con la proiezione di tre dei suoi cortometraggi, varie letture e il concerto delle Female trouble band.

Il creare comunità si conferma quindi una delle caratteristiche costitutive del festival, oltre, naturalmente, al voler contribuire a creare un immaginario lesbico che decostruisca gli stereotipi promossi – ancora – troppo spesso dai media generalisti.

Foto: Elisa Manici e Some Prefer Cake

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