INTERVISTA ALL’ARTISTA – ILARIA APOSTOLI

di Francesco Colombrita

Per il poster nel di dietro di aprile, la giovane disegnatrice Ilaria Apostoli ha regalato alla Falla un’illustrazione provocatoria, su un tema estremamente attuale. Il suo immaginario, pieno di corpi e figure che si impongono allo spettatore per la loro forte semplicità, arricchito da colori densi e un tratto graffiante, ha prodotto una riflessione sul concetto di fascismo.

Osservando alcuni tuoi lavori, salta all’occhio una particolare centralità del soggetto che rappresenti, spesso quasi separato dallo sfondo. Che ruolo gioca questa individualità?

Cerco di far risaltare ciò che per me ha una potenzialità espressiva maggiore, in questo periodo i corpi e il loro contatto. O forse semplicemente non sono abbastanza capace nel realizzare gli sfondi!

Ho l’impressione che quando le figure sono più d’una, si imponga con forza, allo sguardo, il momento del contatto, acquistando particolare iconicità.

Interessandomi principalmente ai corpi, il contatto è la cosa che mi appare più naturale, il modo più immediato per far comunicare le figure, o comunicare in generale. È anche un po’ paradossale questo mio interesse, perché poi nella vita di tutti i giorni non sono propriamente una fan del contatto fisico.

Molti dei tuoi disegni si contraddistinguono per il notevole impatto cromatico, come giochi con i colori?

Il colore è uno strumento molto difficile da usare, per me. Per questo solitamente mi affido a quello digitale senza la paura di poter fare errori irrimediabili e procedo per tentativi puramente istintivi (casuali!), finché non arrivo a un risultato soddisfacente.

Per quanto riguarda il nostro poster, come hai elaborato l’immagine e cosa volevi trasmettere?

L’intenzione era quella di arrivare a una rappresentazione caotica, che suscitasse smarrimento, per questo il primo elemento che mi è saltato in mente è stata la nube. Volevo anche un’inquadratura che mettesse soggezione, dal basso, senza però che la figura centrale rinunciasse a una certa fragilità. Insomma, che si capisse che la scena non intimidisce solo chi la guarda, ma anche questa figura che, per così dire, ne fa parte.

Credi sia importante, oggi, parlare di fascismo?

Credo sia importante soprattutto aggiornarsi, sul fascismo. Focalizzarsi di più su quel che è il movimento fascista attuale, essere in grado di descrivere esattamente cosa succede in questo periodo storico e non nel passato. Così si crea un’opposizione efficace e si evita di apparire come quelli impegnati in una battaglia contro uno spauracchio anacronistico.

Dato lo scenario quasi post-apocalittico: se dovessi rimanere sola sulla terra di chi vorresti la compagnia?

Donna Tartt.

Pubblicato sul numero 34 della Falla – aprile 2018

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