IL BUGIARDINO – PROLASSI A CATINELLE

di Vincenzo Morteo

Ciao. Sono un ragazzo bisessuale di 27 anni. Versatile in relazione omosessuale, passivo-aggressivo in quelle etero. La storia con la mia ragazza si è conclusa da qualche tempo e credo di essere pronto per rimettermi in piazza. Se non fosse che convivo da mesi con le emorroidi e ho paura che il sesso anale possa peggiorare la situazione. C’è un modo per convivere con questo problema e comunque fare sesso penetrativo?

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Le emorroidi affliggono (o hanno afflitto almeno una volta) il 90% della popolazione mondiale. In altre parole hanno la stessa incidenza demografica dello scontro appiedato “mignolo-spigolo” o di una gastroenterite post-McDonald’s. Prima o poi, ci passiamo quasi tutti.

Nella parte terminale del retto si trovano cuscinetti morbidi e molto vascolarizzati noti come emorroidi. La loro funzione è quella di provvedere al mantenimento della continenza, espandendosi e restringersi opportunamente a seconda della circostanza. Il termine “emorroidi” viene dunque impiegato impropriamente riferendosi alla patologica dilatazione delle vene emorroidali che causano le varici. Con questo termine si definisce la dilatazione permanente di una vena, che causa un’alterazione delle sue pareti e un aumento della pressione venosa. In altre parole, quelle che chiamiamo emorroidi, sono in effetti varici. Ad ogni modo, tralasciando inutili puntigliosità, possiamo affermare che le emorroidi siano una patologia che interessa le strutture di sostegno del canale ano-rettale, causando lo scivolamento verso il basso di quei tessuti. Tipo un grappolo d’uva che dondola appeso alla serratura delle chiappe. Se ho reso l’idea, mi dispiace.

Come la maggior parte delle disgrazie umane, anche le emorroidi si distinguono in interne ed esterne. Nel primo caso rimangono buone buone nel canale rettale, non sono visibili ad occhio nudo – a meno che non vi piaccia giocare all’allegro proctologo – e sono generalmente indolori. Durante la defecazione possono far capolino all’esterno (prolassare) per poi rientrare spontaneamente. Come i Backstreet Boys nel 2005.

Le emorroidi interne causano dolore solo quando il prolasso è completo e si manifestano le ragadi (piccole ulcerazioni). Le emorroidi esterne invece sono una festa completamente diversa. Si sviluppano di solito vicino all’ano, fuoriescono facilmente e appaiono come protuberanze dure e dolenti. In relazione alla gravità del disturbo, le emorroidi vengono classificate in quattro gruppi.

  • Emorroidi di I grado: si producono all’interno della cavità anale e risultano dunque invisibili se non attraverso un esame anoscopico. La loro presenza è segnalata per il sanguinamento, mentre il dolore è spesso assente.
  • Emorroidi di II grado: fuoriescono solo durante la defecazione, rientrando spontaneamente. Causano sanguinamento e malessere.
  • Emorroidi di III grado: prolassano all’esterno in maniera definitiva, tanto da necessitare di un intervento manuale per riposizionarsi all’interno del canale anale, generalmente sono dolorose.
  • Emorroidi di IV grado: il prolasso è completo e le emorroidi si trovano perennemente all’esterno; non è possibile ricondurle all’interno con la semplice manovra manuale.

Ma veniamo a noi: non vi sono prove scientifiche che sesso anale ed emorroidi siano legati da un rapporto diretto di causa-effetto. Le emorroidi vengono causate da predisposizioni genetiche  associate allo stile di vita di Adinolfi. In tal caso, i rapporti anali possono rappresentare una concausa di non poco conto. In via precauzionale è essenziale l’impiego di prodotti lubrificanti che possano ridurre il rischio di infiammazioni. Chiaramente se provate dolore ancora prima di aver fatto accomodare in casa FresaMeccanicaXXL, vi conviene astenervi da questo genere di rapporti per qualche tempo. È consigliabile rivolgersi ad un medico per assicurarsi di ricevere il trattamento chirurgico più adatto.

In fatti, non tutte le tecniche sono compatibili con questa pratica sessuale, come il metodo Longo che prevede l’inserimento di graffette metalliche nel retto. Una metodica più consona al nostro caso e largamente apprezzata è la dearterializzazione emorroidaria transanale, nota come metodo THD Doppler. La natura conservativa di questa prassi chirurgica non pregiudica futuri rapporti anali.

Quindi, non disperare. La soluzione esiste e, anche se piuttosto sgradevoli, ci sono cose ben più imbarazzanti delle emorroidi. Cose che hanno un impatto ben più atrofizzante sulla nostra libido.

Quand’è che si torna alle urne, a proposito?

Un abbraccio transanale,
Il Bugiardino

immagine realizzata da Claudia Tarabella

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