IL BUGIARDINO – PISSING IN THE RAIN

di Vincenzo Morteo

Buongiorno,

Sono un ragazzo di 27 anni, convivo con la mia compagna e fino a ieri mi consideravo molto felice, prima che mi rivelasse che non le dispiacerebbe se le pisciassi addosso.

La mia reazione non è stata delle migliori e temo di aver inavvertitamente danneggiato la nostra intesa sessuale. Cosa posso fare?

***

Mio caro ragazzo,

volevo innanzitutto ringraziarti. Stamattina mi sono imbattuto nella tua struggente epistola, mentre sorseggiavo del tè oramai intiepidito. Grazie per avermi ricordato di avere ancora un riflesso faringeo. Presumo che oggi parleremo di urofilia.

Quest’attività sessuale consiste nell’emissione di urina sul corpo o all’interno della bocca del partner allo scopo di suscitare piacere erotico. Più nota in Italia con il termine “pissing,” l’urofilia è una pratica che ha sempre innaffiato la storia. L’Erotica Universalis di Gilles Néret ci racconta che i nostri avi si pisciavano in faccia già prima del 100 a.C.  

Di pissing è allagata non solo la storia, ma anche una certa letteratura, dal Marchese de Sade e le sue Centoventi giornate di Sodoma fino alle intime riflessioni di Havelock Ellis, che fu il primo a descriverla come feticistica. Ellis era un orgoglioso zampillatore seriale e sosteneva che questa  sua passione urinaria derivasse dalla sua infanzia, quando sua madre lasciava che le lavasse la schiena nella vasca da bagno mentre costei svuotava la propria materna vescica.

La svolta mediatica per il pissing fu il suo cameo in una puntata di Sex and the City, dopo la quale ottenne una risonanza globale.

L’urofilia è oggi considerata un tabù, per diverse motivazioni socioculturali. Parlare di sesso imbarazza molti, così come parlare delle proprie escrezioni fisiologiche. Il pissing abbraccia allegramente entrambi i disagi. Un’altra motivazione è la nostra cultura del pulito, la nostra ansia dell’igienico che contrasta con pratiche sessuali associate a parti o a residui del corpo ritenuti sordidi per antonomasia. Infine, molti temono che il pissing sia una pratica sessualmente a rischio, in quanto ritengono che l’urina possa essere portatrice di infezioni. In realtà questa è sterile e solo in rari casi può essere considerata veicolo infettivo. È infatti possibile che qualora siano presenti patologie infettive dell’apparato genito-urinario (reni, uretere, vescica, uretra, prostata, testicoli, vescichette seminali…) queste possano essere trasmesse con l’urina, specialmente se viene in contatto con le mucose (bocca, occhi, naso) o con le ferite. Si tratta naturalmente di una casistica piuttosto circoscritta. Ne consegue che ammettere un appetito sessuale per qualcosa di convenzionalmente sporco, ti renda intrinsecamente sporco, deviato: un timore che frena le persone dall’esplorare apertamente le proprie libidini.

Nessuno sa di preciso quali siano le ragioni psicologiche che alimentano lo sviluppo di questo feticismo e sicuramente non esiste una risposta scientificamente univoca valida per tutti. Dopotutto non avrebbe senso cercare di trovare una risposta a una domanda che di per se stessa non ha senso. Non ha senso domandarsi perché alcune persone trovino eccitatante l’impiego dell’urina, così come non avrebbe senso domandarsi perché a qualcuno piaccia la vaniglia piuttosto che l’amarena. Esistono delle motivazioni, naturalmente, addotte dai feticisti del pissing.

Per alcuni, questa pratica è eccitante per la sensualità dell’essere sottomessi e  degradati oppure del sottomettere e degradare, altri trovano eccitante la sensazione di calore liquido sulla loro pelle, altri lo trovano quasi ritualistico, un segno di adorazione totalizzante del partner.

Veniamo alla tua domanda. Cosa puoi fare? Puoi fare quello che vuoi, è questo il senso di una buona intesa sessuale. Muoversi all’interno di tutto ciò che si può voler sperimentare.

Se non ti senti a tuo agio con l’idea di tentare, parlane serenamente con la tua compagna, senza farla sentire come una pervertita. Se invece una parte di te è incuriosita dal tentare, fallo senza remore.

Personalmente ritengo che, a letto o meno, ci siano dei territori ignoti per ognuno dei partner, nei quali non sa come muoversi ma dove è giusto incontrare l’altro o quantomeno tentare.

E’ l’arte del compromesso.

Augurandomi di esserti stato utile, vado a farmi un’altra tazza di tè.

Baci zampillanti,

Il Bugiardino

immagine in evidenza realizzata da Claudia Zazu Tarabella

foto: Vincenzo Morteo

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