Il bugiardino – Carpe lesbiam

di Vincenzo Morteo

Dopo la fine di una lunga relazione, mi ritrovo catapultata nel moderno complesso del dating digitale, alla ricerca di sano divertimento analogico. Francamente, lo trovo frustrante. Perché le lesbiche hanno un rapporto tanto ingarbugliato con il sesso occasionale?

Mia cara,

la tua domanda evoca riflessioni di una pungente, tentacolare complessità ma, nonostante non possa definirmi l’Alberto Angela delle effusioni saffiche, tenterò di sgrovigliarti comunque una risposta sistematica.

Farei un centinaio di migliaia di passi indietro e partirei da un assunto cosmicamente comune: uomini e donne non hanno una semantica condivisa del sesso.

Da un punto di vista culturale, gli uomini sono stati a lungo incoraggiati a cognitivizzare la propria attività sessuale all’interno di due categorie di pensiero: competizione, specie quando tra loro, e  caccia, quando in prossimità di potenziali partner. Questo vale, con sottili sebbene significative differenze, sia per gli uomini etero che per gli uomini queer.

Ne consegue che, hetero speaking, se l’uomo – che detiene ancora la gran parte del potere di plasmare i significati sociali – si autodefinisce “cacciatore”, alla donna non rimarrà che identificarsi nella preda.

Nel sistema fallocentrico della logica sessuale eteronormativa, in cui tutti noi siamo nati e cresciuti, siamo stati a lungo addestrati a elaborare un valore di riferimento per l’uomo/cacciatore e per la donna/preda in base alle rispettive performance copulative. Sei ancora sveglia? Era giusto un controllo. Proseguiamo.

L’uomo/cacciatore viene socialmente ricompensato per la quantità di donne/preda che riesce a catturare. La donna/preda viene socialmente ricompensata per l’agilità con cui riesce a schivare i colpi sferrati dagli uomini/cacciatori. Tuttavia, la fuga deve incontrare un termine e per la donna/preda è necessario farsi sopraffare prima o poi, pena l’esilio coercitivo nell’oblio delle attenzioni maschili. È un gioco di sottile crudeltà nei confronti delle donne, dove bisogna far attenzione a non strafare in una direzione o nell’altra. Un gioco nel quale esse sono state forzate ad acquisire il concetto di sesso come simbiotico a quello di buona misura. Perché, in fondo, il troppo s-troia.

Secoli di stigma interiorizzato della puttana hanno così programmato nelle donne (etero e queer) una risposta problematizzata al sesso occasionale, inducendole a privilegiare la ricerca di una connessione emotiva, intellettuale, personale. È la reazione a un retaggio patriarcale che lentamente si sgretola ma che avrà ancora a lungo delle ripercussioni sulla vita sessuale femminile.

Sarah Brook, una terapista lesbica che lavora presso il Gay Therapy Center New York,

afferma che le sue pazienti desiderano fare del sesso occasionale ma che questo sia in qualche modo un taboo nella comunità lesbo. Nell’articolo di Maureen Bogues dal titolo Lesbians and Casual Sex, Brook dichiara:

“Si crede che la desiderosa ricerca di una relazione sia in qualche modo lo standard e se il sesso occasionale è lo scopo, bisogna specificarlo. Le mie pazienti lesbiche dicono spesso di sentirsi nervose al momento di rivelare il proprio desiderio di un incontro occasionale perché percepiscono che ciò contravvenga alle norme della comunità”.

È questo il nervo pulsante della questione: da dove provengono queste norme?

Da una ribellione al fallocentrista cacciatore o da una sua inconscia metabolizzazione?

La verità è da qualche parte lì in mezzo, o forse del tutto altrove.

Ti chiedo di essere indulgente. Per quanto complesso, questo tema non trova molti riscontri d’interesse accademico e perciò ho potuto offrirti soltanto le mie personali considerazioni in merito. Mi auguro tuttavia di aver incendiato in te la scintilla del dibattito interiore e che tu possa trovare una risoluzione in grado di appagarti.

Concludo citando le parole di una vecchia amica, alla quale un tempo posi la domanda “Com’è il sesso occasionale fra donne?”

Leggendario. Nel senso che non esiste. Ci vuole tempo, ci vuole corteggiamento, svariati appuntamenti, lunghe chiacchierate. Settimane di intenso accerchiamento. Se per voi gay è come sfondare una porta aperta, per noi è la presa della fottuta Bastiglia. E quando, dopo tutto questo tempo, alla fine succede e ti stai finalmente facendo quella tanto sospirata scopata, ti rendi conto che, praticamente, è già una relazione.”

Casual kisses,

Il Bugiardino

 

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *