FLUIDO COME UN ANIME

di Wawashi

Se pensi che Ru Paul Drag Race sia l’unica forma possibile di drag, beh è perché non sei mai stat* a un party di Anime Vibe! Crossdressing, cambi di sesso, superpoteri, Lady Oscar e tanto altro ancora in questa intervista con Davide e Luca, a.k.a. gli Animasters, cartoon-dj e ideatori dell’evento, in calendario lunedì 30 aprileCassero in Tokyo!

Quando vi siete trasformati negli Animasters? E quali super poteri avete acquisito?

Davide: Abbiamo vestito per la prima volta i panni degli Animasters quando… ancora non lo sapevamo! La nostra prima apparizione risale infatti al 2015 quando – per sostituire un amico dj – abbiamo voluto testare la folle idea di un dj-set unicamente a tema anime/cartoon… Il riscontro è stato tale che ci siamo decisi a fare sul serio! Ad esempio, io ho ottenuto il superpotere del mapping video (sono in grado di creare proiezioni video personalizzate per rendere i nostri live ancora più immersivi – ma non in senso “astrale”).

Simone: Io invece ho sviluppato il potere del “Completismo Compulsivo” che mi permette di passare intere ore a cercare ed ascoltare le sigle più sconosciute e assurde nella speranza di trovare nuove perle da inserire nel nostro sterminato database!

I personaggi Anime possono essere anche molto ambigui, o gender fluid, come va di moda dire oggi. Voi che li conoscete proprio tutti, quale consigliereste come icona LGBT+ e perché?

Simone:  Per me l’icona gender fluid per eccellenza è Ranma: infatti non solo può vivere liberamente l’esperienza di essere sia uomo che donna ma lo fa trasformandosi appunto… grazie a un fluido!

Davide:  Per me l’icona gender per eccellenza è Lady Oscar – perché da più di quarant’anni ci insegna che anche nel duello, l’eleganza c’è.

Quanto sentite che vi appartenga lo stereotipo del nerd fissato con manga e anime?

Davide: Il classico stereotipo otaku mi appartiene fino a un certo punto: infatti mi sono interessato a questo mondo relativamente tardi (dopo i 25 anni) – e anche se lo adoro non è radicato in profondità come altri miei interessi, come la musica in generale. Spesso mi accorgo di stare apprezzando un anime inconsciamente per merito della colonna sonora (soprattutto se spinge sull’elettronica).

Simone: lo stereotipo del fissato di manga e anime mi appartiene in piccola parte: difatti mi considero un appassionato a 360° gradi di tutto quello che concerne animazione, cinema, musica e videogames. Se proprio dovessi scegliere, pistola alla tempia, sceglierei i videogames (sono molto orgoglioso infatti quando nei nostri live riusciamo ad inserire alcuni brani tratti proprio da quel mondo).

Il vostro party di fatto promuove una forma specifica di drag, con tanto di premiazione per il costume e per l’interpretazione migliore di un determinato personaggio. Insomma Anime Vibe è la versione nerd di Ru Paul Drag Race?

Simone: In parte è proprio così: infatti anche nel cosplay è fondamentale calarsi completamente nei panni del personaggio che si porta in scena. E’ un mondo vitale e colorato dove si incontrano tante belle persone!

Davide: E non dimentichiamo che nel cosplay non esistono barriere di genere: è diffusissimo infatti il “crossplay“, dove si impersona il proprio eroe, ma del sesso opposto al tuo. Un modo per divertirsi, socializzare – ed esplorare se stessi contemporaneamente! Come possiamo non adorare un pubblico come questo? Se non siete mai stati ad un Anime Vibe, vi consigliamo caldamente di non perdervi questa magica esperienza!

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