FILLES & SOIE

di Francesca Anese

Lo spettacolo di e con Séverine Coulon è in replica oggi (sabato 3 novembre) al Teatro Testoni, alle ore 17.

L’ingresso del teatro è pieno di gente, c’è il brusio tipico dell’attesa che riempie i minuti che precedono l’apertura della sala. Il brusio però è un po’ più acuto rispetto a quello di un classico spettacolo teatrale: il pubblico che si prepara alla visione fa domande, ride, fa i capricci, è un pubblico di bambini. Eppure gli adulti non sembrano essere lì solo in veste di accompagnatori. Filles & soie è uno spettacolo per tutti, non ha un destinatario specifico per cui è stato pensato; è uno spettacolo accogliente, fin dal momento in cui si entra nella sala, quando ognuno sceglie il suo posto, facendo attenzione a non coprire la vista dei più piccoli.

Quando la luce si spegne e il “C’era una volta” introduce come una formula magica nel mondo delle fiabe di Séverine Coulon, sembra di essere nella propria cameretta al calduccio, come se la storia ce la stesse raccontando qualcuno di caro, che ci accompagna prima della buonanotte; i bambini non vogliono mettersi sotto le coperte, non fanno silenzio perché vogliono partecipare e commentano quello che vedono. Al centro del palco un grande quadrato fatto di teli, dentro la protagonista, che darà luce, come una vera narratrice di fiabe, a uno spettacolo dalle mille voci.

Coperta da una pelle d’asino, Séverine Coulon ci porta per mano da Biancaneve e dalla sua matrigna, ci accompagna negli abissi per seguire la Sirenetta mentre salva un bel marinaio e se ne innamora. Tutto permeato da colori acquarello, timidi e dolci, custodi di un pizzico di malinconia che li rende unici. La voce narrante traduce il testo originale in francese, che sopra la musica sembra quasi la sinfonia di un carillon. Le immagini sono composte da giochi di luci che con una semplicità disarmante accendono i disegni della vela sulla quale l’attrice, regista e marionettista fa nascere le sue storie. Sulla scena solo oggetti semplici, non grandi costumi o scenografie pacchiane, ma cose che potrebbero trovarsi in una qualunque cameretta, che però nelle mani dell’artista diventano protagonisti vivi di un mondo unico.

Le fiabe sono famose perché raccontano di un “…e vissero felici e contenti”. La trama dei racconti  sembra però svilupparsi da un canovaccio sempre uguale, dove la principessa deve essere bella, con la pelle perfetta, giovane, dove canoni femminili stereotipati sembrano essere lo scheletro principale e dove anche i sogni sembra debbano avere una direzione precisa e preimpostata. Séverine Coulon ci racconta invece una storia senza canovaccio, dove non c’è una direzione obbligata, ma tutto si muove secondo i propri desideri, il quadrato gira, le musiche sono libere, i tratti decisi del pennello sulla tela o delle marionette sopra la tela sono genuini e privati, e non corrispondono a nessuna storia già vista.

Intenso e tenero, lancia un messaggio alle bambine e ai bambini, che sono i protagonisti delle fiabe di oggi, e agli adulti che ne fanno parte, un messaggio sui sogni e su come raggiungerli e sull’importanza di battersi per esserne i padroni.

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