DEL SESSO E ALTRE FLUIDITÀ

di Carmen Cucci 

“Spesso la musica mi porta via come fa il mare.”

Ѐ con il primo verso del poema La Musique di Baudelaire che si apre il porno-documentario Take me like the sea, progetto nato da un collettivo berlinese nel 2016 e proiettato quest’anno durante il festival di cinema trans bolognese Divergenti.
Questo classical music porn, per stessa definizione del collettivo, nel suo essere queer si pone come obiettivo quello di rappresentare un’alternativa al porno mainstream: un’alternativa politica, basata non solo sulla diversità dei generi e dell’orientamento sessuale, ma che rispecchia anche l’eterogeneità dei corpi e quella dei desideri, tenuta poco in considerazione nella canonizzazione del porno classico.
Sette scene erotiche, sette modi diversi di approcciarsi al sesso e alla sessualità e una ventina di protagonisti di ogni genere, estrazione sociale ed orientamento sessuale: da un binomio kinky-pianoforte a una maestosa orgia, passando per pissing e lubrificanti glitterati, viene ribadito ancora una volta che il modo d’intendere il sesso non è un unicum, bensì la somma delle pluralità del desiderio proprie di ciascun essere umano.
Di grande interesse e forte impatto l’inusuale accoppiata musica classica-sesso queer: due tematiche dal valore sociale molto diverso vengono fuse per sublimare quello che è l’obiettivo dello spettacolo, la rappresentazione delle molteplici sfaccettature della sessualità.
Il documentario rispecchia la volontà del collettivo tedesco di vivere l’erotismo in maniera politica e bellissima, suggerendo ciò che fa di ogni sesso un buon sesso: l’essere sano, sicuro e consenziente. Sì, perché la consensualità è sexy.

Rimanendo sempre in ambito sesso e sessualità, il secondo porno-documentario 36-years-old virgin ha come protagonista Skyler, personaggio dal passato cattolico e repressivo che si approccia per la prima volta alla penetrazione intesa in senso classico.
Un’infanzia passata in una famiglia fortemente religiosa, dove il sesso veniva considerato come atto puramente procreativo, e un’adolescenza lesbica pregna di man-hating hanno lasciato Skyler, ora uomo trans, curioso ed inesperto rispetto ad atti sessuali che potremmo definire standard come la penetrazione da parte di un uomo cisgender.
Ci si può ritrovare a trentasei anni vergine pur avendo avuto esperienze sessuali? Quando si perde realmente la verginità? C’è un momento preciso in cui facendo sesso si è davvero sicuri che quello sia sesso? Attingendo alla saggezza e al sostegno della sua comunità queer, Skyler chiacchiera dell’argomento con alcuni amici, che condividono con lui le loro storie di sesso e di penetrazione in conversazioni accalorate, intelligenti e spesso esilaranti.

Tali conversazioni da letto fungono da preludio al grande momento. Per l’occasione Skyler si è affidato a Bishop Black, un membro fidato della comunità porno di Berlino, la cui sensibilità risulta direttamente proporzionale al desiderio sessuale, ed a Sadie Lune, sex dula ed amica intima, la quale lo guida attraverso il processo, tenendogli la mano anche letteralmente.
Il porno-documentario rivela essere più di un semplice spettacolo, diventando la tappa obbligatoria di un percorso di scoperta e riscoperta del sé, lontano da stereotipi identitari, spesso auto-riferiti, che possono ingabbiare la naturale fluidità del sesso e del desiderio.

Trailer Take Me Like The Sea
Trailer The 36-Year-Old Virgin

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