COSMOPOLITAN #4 – QUEER AS LONDON

con logo - londra viola

di Giacomo Giorgini Pignatiello

L’impressionista francese Claude Monet, una volta disse: “Without fog London would not be beautiful”. Londra, infatti, al pari dei propri abitanti, non si scopre facilmente ai visitatori, ma necessita di un forte spirito di ricerca. Così, a mio avviso, per un primo incontro con la vita queer della City, non c’è occasione migliore del BFI Flare, il London Lgbt Film Festival. Ogni anno, in primavera, i londinesi, appassionati di cinema Lgbtqi d’essai o narcisi amanti delle occasioni mondane, in cerca di pettegolezzi, si ritrovano nella romantica Southbank, sulla promenade che costeggia il Tamigi. Dilatate le emozioni che questo evento suscita in voi, dedicandovi un calice di bollicine, all’ultimo piano dello Shard (“La scheggia”), l’imponente grattacielo, ideato da Renzo Piano, che con i suoi 309 metri di altezza, domina l’orizzonte. Se, invece, siete dei party animals e uno dei momenti più gratificanti del vostro weekend è contemplare l’alba all’uscita dalla discoteca, mentre le vostre papille gustative si prefigurano i paffuti blueberry muffins di Starbucks, ricordatevi di andare all’Heaven, a pochi passi da Trafalgar Square. Principale ritrovo degli under 30 provenienti da tutto il mondo, è una garanzia per una nottata di vero divertimento con gli amici. Per vivere al 100% la vostra serata twink idol non dimenticatevi il pre-serata, già dalle 18.00, al G.A.Y. di Soho: ingresso gratuito, tre piani di musica e birra a prezzi stracciati. I fan di RuPaul’s Drag Race dovranno, invece, tenere in debito conto il programma della Royal Vauxhall Tavern (RVT). Aperta per la prima volta nel 1863, per la sua lunga tradizione di cabaret, drag show e spettacoli “alternativi”, è stata proclamata bene patrimonio della City. Frequenti ospiti sono le celebri drag di RuPaul in visita dagli Stati Uniti, ma anche divertenti crew di drag inglesi, debuttanti o dalla lunga carriera, che vi intratterranno fino a tarda serata.  

Chi, invece, ha la possibilità di trascorrere un periodo più lungo a Londra ed è curioso di conoscere meglio la vita sociale, le attività e le rivendicazioni della comunità Lgbtqi British, può fare riferimento ad una delle tante charity (Associazioni) presenti in città. Durante il mio soggiorno, per esempio, ho frequentato il Kingston Lgbt Forum. Finanziato direttamente dal local Council (una sorta di consiglio comunale) e dal NHS (il Sistema Sanitario Nazionale), organizza con cadenza mensile, grazie all’aiuto dei propri soci, occasioni per ritrovarsi e scambiare due chiacchiere, davanti ad un caffè o ad una tazza di tè (Gossip Morning), attività sportive come la Free Fitness Session, realizzata da un personal trainer del gruppo, momenti di incontro, in cui discutere e rappresentare le esigenze della comunità alle autorità e agli esponenti politici locali (Public meeting). Inoltre, il Forum incentiva ognuno dei partecipanti a promuovere, in base ai propri interessi, attività che coinvolgano tutti gli altri: c’è chi organizza una passeggiata lungo il fiume la domenica pomeriggio, chi una visita ad una galleria d’arte, chi una bevuta al pub. Si finisce così per creare una compagnia di amici, in una metropoli dove individualismo e massimizzazione del profitto ad ogni costo hanno reso molto facile sentirsi soli. Tra Grindr, chem-sex e dark room l’amore a Londra non ha vita semplice. Tuttavia, a soli cinquant’anni dalla depenalizzazione dell’omosessualità, sorprendono le numerose e giovanissime coppie che si sposano.

Attenti però! Politically correct per eccellenza e rispettosi di rigide etichette, gli inglesi in alcune circostanze sanno essere davvero antipatici e anche un banale sorry o please può essere usato contro di voi, come un pugnale dal colpo mortale. In ogni caso, ricordatevi sempre che il miglior argomento per “attaccare bottone” in Inghilterra è il tempo, perché gli inglesi quando parlano del tempo, non stanno in realtà parlando di meteo!

Foto: Illustrazione realizzata per il blog della Falla a cura di Carmen Ebanista del collettivo artistico Gli Infanti

Pubblicato sul numero 28 de La Falla – Ottobre 2017. 

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