BIZZARRO FILM FESTIVAL 10 – 11 – 12 MAGGIO

di Mauro Copeta

Sessualità, feticismi, fantasie, tabù. Il Bizzarro Film Festival (BFF), che per tre giorni trasformerà in Cassero in una sala cinematografica, rende omaggio ai percorsi meno canonici (o forse semplicemente meno rappresentati) della sessualità. Daniele Barry è il direttore artistico di questo festival speciale (e a tratti bizzarro, appunto), durante il quale verranno proiettati cortometraggi, molti dei quali realizzati appositamente per l’evento, che scandagliano i recessi più segreti della mente umana, alla ricerca delle vere 50 (e più) sfumature di grigio.

Il BFF esplora le sfaccettature del mondo bondage e S&M. Da quale esigenza nasce l’idea di un festival di cortometraggi legato a questa tematica?

Da sempre sono stato appassionato di fotografia e di cinema a passo ridotto. Negli anni ‘70-’80 frequentavo un CineFotoClub Bolognese e realizzavo corti in pellicola Super8 per festival tradizionali. E da sempre sono stato affascinato da tutto quello che il cinema “grande” e la letteratura dedicava al mondo “sadomasochista”. Non parlo di pornografia ma di tutto quello che di bello e artistico, almeno secondo me, potevo trovare. Ricordo ancora l’emozione che provai trovando, nel 1969, a 16 anni, in una bancarella di libri usati da Nanni, sotto il portico del Pavaglione, una copia di Histoire d’O, libro venduto di nascosto a causa della censura di allora da parte della Democrazia Cristiana. Nel 2003, frequentando una community Bdsm, si chiamava Manettematte, rimasi colpito dalla sezione dedicata ai miniblog degli utenti. Specialmente le donne scrivevano brevi testi a tema straordinariamente belli e suggestivi, anche poetici. Mi venne l’idea di proporre una sera nella chat comune se ci fosse qualcuno interessato a mettere in immagini quei testi, con la prospettiva di creare un festival di corti tutto nostro. Quella sera nacque il Bizzarro Film Festival, portato avanti per ben 6 edizioni, dal 2004 al 2009. E oggi, dopo anni di letargo, finalmente il BFF si è risvegliato. Anche in questa edizione le registe sono molto numerose. Ti ricordi quell western molto bello del 1970, Soldato blu con Candice Bergen? Ecco, nella locandina c’era una ragazza indiana nuda con le mani legate dietro la schiena, tu entravi a vedere un bellissimo film ma di quell’indiana, nessuna traccia. Invece al BFF entri ugualmente a vedere dei bellissimi film… ma trovi anche l’indiana

Il mondo bondage e S&M è spesso vittima di stereotipi beceri, quale ti dà più fastidio?

Certamente il più fastidioso è quello di associare il BDSM alla pornografia e alla perversione fine a se stessa.

Certi comportamenti vengono ancora considerati come deviati anche da persone tutt’altro che reazionarie. Personalmente ho sempre trovato affascinante il ritualismo insito nelle pratiche di bondage e S&M, perché celebra, estetizzandole, le dinamiche universali e ambivalenti di sottomissione/dominazione, voyeurismo/esibizionismo, regola/trasgressione, violenza/consenso. Va da sé che ritualizzare e celebrare il demonismo della sessualità significa al contempo esorcizzarlo. Quello che un profano come me si immagina, è che vi sia un immenso piacere nel rituale stesso, un rituale le cui delizie sono comprensibili solo agli iniziati. È davvero così?

Chi scopre dentro di sé una pulsione, sia da sottomesso o da dominante o semplicemente feticista, all’inizio è frastornato. Si pone tante domande e comincia ad andare in cerca di risposte. Solo frequentando eventi, corsi di bondage, cene o playparty potrà iniziare a farsi un’idea di cosa sia veramente questo mondo. E penso che chi vuole qualche risposta non debba perdersi questa edizione del BFF.

Sabato, il giorno del gran galà che si concluderà con le premiazioni, è previsto un premio speciale per i cortometraggi con contenuto LGBT+. La scena bondage e S&M che rapporto ha in generale con l’omosessualità?

Per quanto riguarda la mia esperienza, devo dire che la componente maschile omosessuale è meno numerosa di quella femminile. Conosco anche molte transessuali e uomini dediti al crossdressing, elegantissimi, e ognuno ha il suo spazio senza alcuna discriminazione.

Terminate le premiazioni seguirà un party ad alto contenuto fetish. È obbligatorio un dress code o mi posso presentare anche nudo?

Ahaha… non saresti il primo e nemmeno l’unico. Ma almeno all’inizio se fossi in te mi presenterei con un semplice total black. E ricordati che la nudità di solito è appannaggio dei sottomessi, almeno aspetta che si scaldi l’ambiente!

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